Home Lascia il tuo messaggio E-mail Messaggi e Lettere di Eugubini nel Mondo
   IL CAMPANONE
   
La voce di Gubbio  |  La fusione del Campanone  |  La campana "piccola" e "mezzana"  |  Incidenti a Campanari e Campane  | I Campanoni di sette secoli   

La voce di Gubbio


Che cosa rappresenta per noi il suono del Campanone, non occorre che ce lo diciamo!
Quando il suo suono si diffonde, sulla città e sulla campagna, porta con sé un senso di grande gioia: tutti siamo portati ad interrompere, per un momento, il lavoro; uscire fuori; drizzare le orecchie o volgere lo sguardo verso la "torretta" del Palazzo dei Consoli.
Si, è la vera voce di Gubbio, la voce che non ha bisogno di traduzione!
La Voce che è capita immediatamente da tutti gli eugubini, vicini o lontani.

 La fusione del Campanone


Talvolta capita di chiedersi il perché il campanone stia suonando, di solito la risposta è facile! In una occasione la risposta forse è meno agevole: il 30 ottobre! Perché il campanone suona?
Suona per ricordare la sua nascita: il 30 ottobre 1769.
Quel giorno infatti, il professore Giovanni Battista Donati di Aquila eseguì la fusione dell'attuale campanone sotto gli Arconi di Piazza Grande.
L'interesse per quel fatto era enorme. La campana del Palazzo dei Consoli veniva da anni difficili: il vecchio Campanone si era rotto quattro anni prima (1765), l'anno successivo fu sistemato nella torretta uno nuovo, fuso da Giovanni Casali di Ancona, ma si ruppe, dopo due anni soltanto, per gravi difetti di fusione.
Quindi arriviamo a quello attuale che fu sollevato da Piazza Grande alla torretta il 20 marzo 1770.
Il suo peso è 19,66 quintali, più il battaglio ("batoccolo") 114 Kg, il diametro è 1.43 m, altezza 1.52 m. Il ciglio del campanone dista il muro della torretta solo 7 cm.
Intorno al campanone è impressa una iscrizione in latino che, oltre a ricordare gli autori e la data di fusione, contiene la preghiera: "Il Signore nostro Gesù Cristo per intercessione della Santissima Concezione della Beata Maria Vergine e dei Santi Giovanni e Ubaldo liberi questa città dal flagello del terremoto, dal fulmine e dalla tempesta e da ogni male, Amen".
Nell'iscrizione sono accomunati tutti e tre i Patroni di Gubbio!

Sull'argomento vedi anche gli interessanti Documenti sulla Fusione del Campanone


 La campana "piccola" e "mezzana"


Nella "Torretta" il Campanone non è l'unica campana presente. Infatti ci sono altre due, la "Piccola" e la "Mezzana", che contribuiscono a creare tanti e svariati accordi e ritmi.
La "Piccola" è più vecchia dello stesso Palazzo dei Consoli, essendo stata fusa nel 1289. Forse proveniva dal vecchio Palazzo del Comune. Ora è collocata nella torretta, sotto l'arcata che guarda il monte.
La "Mezzana" è del 1678, è sistemata sotto l'arcata che guarda la pianura. Insieme alla "Piccola" costituisce l'accordo del Campanone a due campane (il "doppio") che i campanari si tramandano di generazione in generazione.

 Incidenti a Campanari e Campane


Tutti a Gubbio conoscono il testo della ninna nanna "E' morto Fagiolo Titton, è caduto dal campanon". Si è creduto per lungo tempo che in essa si ricordasse la morte di un nostro sfortunato campanaro.
In realtà i campanari morti furono due: "Fagiolo" e "Tittone".
Il primo, Ubaldo Ercoli, detto "Fagiolo", di professione macellaio, fu colpito alla testa dal "batoccolo" la sera del 15 maggio 1834 e morì dopo otto giorni di penosa agonia.
Nell'anno precedente era stato costruito un nuovo castello per sostenere il Campanone, il risultato fu un lieve abbassamento della campana e quindi una maggiore pericolosità per i campanari che vi passavano sotto durante il suono a distesa; da precisare che allora probabilmente non era ancora in uso la pratica di fermare la campana "a bicchiere" durante la stesa.
Questo fatto potrebbe essere la causa anche del secondo incidente nel quale Andrea Ronchi, detto "Tittone" fu colpito dal Campanone nel giorno del Corpus Domini dell'anno seguente (18-6-1835) e morì sul colpo per il trauma toracico provocato dal Campanone che lo schiacciò contro il muro della torretta.

Per quanto riguarda le campane è successo che nel 1946, durante la suonata per la proclamazione della Repubblica Italiana, il "batoccolo" si staccò improvvisamente dal campanone, ma fortunatamente non provocò alcun danno ai campanari nè cadde sulla Piazza.

Nel 1964 la "mezzana" si ruppe sul punto dove sbatte il "batoccolo", per fortuna una ditta veneta (Fagan - Vicenza) riuscì a saldarla, restituendole il suo suono inalterato.

Nel 1979, è stato sostituito il "ceppo" che sostiene il Campanone. E' stato realizzato con legno di cerro da Renato Bianchi de "Pignolino" di Monteluiano.
La prima suonata del "ceppo" nuovo: 4 novembre 1979.

Indubbiamente suonare il Campanone è un arte! Vi si dedicano appassionati che devono fare un lungo tirocinio per imparare.
Ora i Campanari sono riuniti in una "Compagnia dei Campanari" fondata nel 1981, ma esistente di fatto da diversi secoli; hanno una loro divisa e un loro stemma.

 I Campanoni di sette secoli


Sei, sono stati i Campanoni che, in circa sette secoli, hanno dato voce al Palazzo dei Consoli e hanno fatto sussultare gli eugubini.
Il primo di cui si ha notizia è del 1380, ma non durò molto, infatti nel 1446 ne fu fatto un altro. Anche questo rapidamente cedette il posto al successivo, nel 1503, che durò un po' più dei due precedenti, ma si ruppe nel 1677.
Difficoltà economiche fecero attendere il 1716 per sentire il nuovo Campanone, sostituito da quello del 1766 che durò solo due anni e lasciò il posto all'attuale nel 1769.
Probabilmente tutti i Campanoni precedenti sono presenti nell'attuale, infatti il bronzo derivato dalla distruzione del precedente, veniva utilizzato per la fusione del successivo.


BIBLIOGRAFIA

AMBROGI V. - FARNETI M.
L'antica arte di suonare il Campanone della Città di Gubbio, "Editrice Edigraph & Images S.r.l." - Roma 1992.

TABARRINI ELIO
Bicentenario del Campanone del Palazzo dei consoli, a cura dell'Amministrazione Comunale - Tipografia Eugubina - Gubbio 1969.