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   SASSARI
   

Il Comune di Sassari  |  Le ragioni del gemellaggio |  La Discesa dei Candelieri ("Faradda") |  Gubbio - Sassari, due città in festa  

Visita il sito ufficiale della città di Sassari
www.comune.sassari.it
 
Visita i seguenti siti della "Faradda"
Intergremio Città di Sassari

Gremio dei Contadini
Gremio degli Ortolani
Gremio dei Viandanti

Gremio dei Muratori
Gremio dei Falegnami
Gremio dei Piccapietre
                                                                       
    

 

 Il Comune di Sassari


La Città di Sassari è situata nell'estremità nord-occidentale della Sardegna. Gli abitanti sono 129.000. Collocata, a pochi km dal mare, su un pianoro calcareo, a 225 m di altitudine, che digrada verso il golfo dell'Asinara. Sassari è un città relativamente "giovane": è menzionata per la prima volta nel 1131.

Fu inizialmente un piccolo borgo, sviluppatasi quando vi si rifugiarono le popolazioni della costa che cercavano scampo dalle incursioni saracene e dalla malaria.

Nella seconda metà del 1200 Sassari, comune governato da un podestà, divenne un attivo centro commerciale alleato prima con Pisa e in seguito con Genova, contava più di 10.000 abitanti.

Nel 1294 Sassari si costituì in libero Comune e si dette ordinamenti comunali, seguiti dai cosiddetti "Statuti sassaresi". Nei secoli XIII e XIV la città assunse le dimensioni e la forma urbanistica che conserverà fino all'Ottocento: un ovale solcato da tortuose stradine, con una sola arteria che la attraversa in senso longitudinale, la "Platha de Cothinas" : l'attuale Corso Vittorio Emanuele. Solo dopo il 1820, infatti, durante il regno sabaudo di Carlo Felice, iniziò lo sviluppo edilizio cittadino, che trova un suo ordine "piemontese" nelle strade ampie e rettilinee dei quartieri esterni al nucleo antico. Sassari è sede di un'antica Università, conserva pregevoli monumenti, fra i quali il Duomo (1480-1505) con elementi di barocco spagnolo nella facciata secentesca; le chiese di Santa Maria di Betlem (fondata fuori dalle mura nel XII secolo, ma rimaneggiata fino al XIX), punto di arrivo della tipica processione dei "candelieri". Edifici con elementi stilistici analoghi, fra cui la casa Farris, si affacciano sul corso Vittorio Emanuele II, l'antico asse viario del centro antico. Importante è il Museo nazionale Sanna, con una vasta sezione archeologica dedicata alla civiltà nuragica (bronzi figurati dal IX al V secolo a.C.), una Pinacoteca e una sezione etnografica, ricca di oltre 400 oggetti di artigianato sardo.

La città è il principale mercato per i prodotti del circostante territorio agricolo, oltre che attivo centro commerciale, con industrie nei settori alimentare (molini, pastifici, oleifici, caseifici, aziende vinicole), poligrafico, farmaceutico, tessile, metalmeccanico, del legno e del vetro. Caratteristica è la lavorazione del sughero.

Sassari è capoluogo di una Provincia che comprende 89 comuni. Il territorio è collinare per tre quarti della sua superficie, è dedita all'agricoltura (cereali, ulivi, viti, agrumi, ortaggi, frutta, querce da sughero), all'allevamento di ovini, alla pesca, alla lavorazione del sughero. A Porto Torres si trovano inoltre un importante polo industriale, stabilimenti alimentari, chimici, metalmeccanici e tessili. Attivo è anche il turismo balneare nei numerosi e noti centri costieri. Caratteristiche sono le lavorazioni artigianali di arazzi, tappeti e ceramiche.
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 Le ragioni del gemellaggio



L'idea del gemellaggio è nata nel mese di ottobre 2001, quando la Sardegna offrì l'olio per la lampada che arde sulla tomba di S. Francesco ad Assisi. La delegazione sassarese si recò anche a
Gubbio dove incontrò rappresentanti dell'Amministrazione Comunale, dell'Università dei Muratori, delle Famiglie Ceraiole e dell'Associazione "Maggio Eugubino".
In tale occasione si gettarono le basi per uno scambio culturale tra la "Città dei Ceri" e la "Città dei Candelieri".
Le due città, seppure diverse tra loro per cultura, tradizioni e dialetti, vantano due manifestazioni che mostrano notevoli analogie, rappresentate dalla presenza di antiche corporazioni, dal trasporto di particolari "macchine di legno", dal percorso che si conclude nelle chiese dei Santi a cui sono dedicate e dalla grande euforia della gente.
Il gemellaggio tra Gubbio e Sassari è stato ufficializzato il 13 maggio 2002 in nome della fede e della devozione per i rispettivi patroni (Sant'Ubaldo e la Beata Vergine Assunta) che si manifesta nella "Festa dei Ceri" e nella "Discesa dei Candelieri" (Faradda).
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 Discesa dei Candelieri ("Faradda")


La "Faradda" si celebra a Sassari alla vigilia di Ferragosto, ha origini antichissime. Essa risale, con molta probabilità, al periodo in cui la città si trovava sotto l'egemonia economica e politica dei Comune di Pisa, intorno alla seconda metà del Duecento. Nel Cinquecento, poi, la festa assunse anche un carattere votivo, quando fu ripresa, o rinnovata con particolare solennità, per ringraziare la Vergine della protezione accordata alla città in occasione di una terribile epidemia di peste (1580).

 Protagonisti della festa sono i "Gremi" cioè le antiche associazioni di arti e mestieri, (un po' come la nostra "Università dei muratori").
I Gremi sono 9 (Piccapietre, Viandanti, Contadini, Falegnami, Ortolani, Calzolai, Muratori, Sarti e Massai) e sono riunite in un organismo superiore:
"Intergremio Città di Sassari".
Ogni gremio è rappresentato da un "Candeliere".
Ogni "
Candeliere", del peso misurabile in quintali, è costituito da una grande macchina di legno, alta fra i 4 e 5 metri ed è composto di tre parti: il Piedistallo (basamento quadrangolare) a cui vengono fissate le stanghe per il trasporto; il fusto (Colonna), che reca dipinti l'effige dei santo patrono del gremio o gli attrezzi del mestiere; in cima il capitello adornato con composizioni di carta colorata, bandierine, nastri di seta, rametti, fiori, frutta e simboli della professione. I candelieri sfilano danzando in vortice tra due ali di folla, sorretti da otto gremianti (analoghi dei nostri ceraioli), incitati al ritmo incalzante di tamburi e pifferi, in un crescendo di entusiasmo e partecipazione popolare.

Conoscere il Percorso è importante. Per godere appieno dello spettacolo offerto dai Candelieri è bene trovarsi in piazza Castello al momento del ritrovo dei Ceri. Da qui prendono il via e, all'incrocio di via Politeama, iniziano i balli e le evoluzioni, che è possibile apprezzare anche nella parte bassa di piazza Azuni. Suggestivo sarebbe sostare nei pressi di Palazzo Civico, dove i Candelieri danzano in onore del sindaco. In corso Vico si entra nel vivo della festa ed il punto dove i Ceri ballano di più è in prossimità dell'incrocio con via Gazometro. Dalla curva che immette in piazza S. Maria ogni punto è buono per vedere sfilare i Ceri. Accedendo al sagrato di S. Maria si potrà assistere alle danze che precedono l'ingresso in chiesa dei Ceri. All'interno della chiesa si conclude il cerimoniale.










La "discesa" dei Candelieri è certamente la festa più importante della città, quella che suscita le attese e le ansie dei Sassaresi, il loro interesse, la passione e l'orgoglio. La Faradda conserva quell'antico fascino che le consente di sfuggire a copioni prestabiliti e cliché. La folla che assiste, partecipa al passaggio dei Candelieri, dando vita a quella processione che, nata come segno di pietà, è diventata da secoli una festa popolare e un'esplosione di gioia senza per questo dimenticarne le origini votive.

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 Gubbio - Sassari, due città in festa


Un piccolo, ma importante volume "Ceri Candelieri - Gubbio Sassari, due città in festa", è stato pubblicato nel 2002, in occasione del gemellaggio, dalla ARTEMU edizioni di S. Teresa Gallura (Sassari). Il lavoro, a firma di Walkiria Baldinelli, Fabrizio Cece, Ettore A. Sannipoli e Alessandro Vozzo è stato realizzato con la collaborazione dei due Comuni e dell'Intergremio di Sassari. Esso rappresenta un utile strumento per conoscere, analizzare e capire i valori più autentici delle due feste, tanto coinvolgenti e travolgenti da tenere indissolubilmente legate generazioni di "ceraioli" e "gremianti".
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