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24 - 28  Febbraio 2010 -  "Me li darite Giuina" Commedia dialettale eugubina


   Dal 24 al 28 febbraio è stata messa in scena dal Gruppo teatrale "Semo 'nteatro Ylenia Cernicchi" la commedia dialettale eugubina in tre atti dal titolo "Me li darite Giuina", per la regia di Marino Cernicchi.
   Il titolo e la trama richiama un famoso modo di dire, molto diffuso in passato nel territorio eugubino e che ben rappresenta uno dei motivi ricorrenti della commedia, cioè la capacità di alcune persone di "cambiare le carte in tavola" con disarmante naturalezza.


   Nel ruolo del protagonista (Fernando Grelli) l'ormai famosissimo Mauro Mancini contornato dai vecchi attori delle commedie rappresentate nelle passate stagioni a cui si sono aggiunti alcuni giovani eugubini recentemente entrati a far parte del gruppo teatrale dell'Associazione Semonte. Ed è proprio l'associazione di Semonte l'organo motore dell'iniziativa tant'è che la Presidente Serena Bellucci ha precisato alla stampa: «...voglio spendere parole importanti non solo per chi sale sulla scena. Il vero teatro è quello che viviamo durante le prove nei mesi di preparazione. Tanti sono i protagonisti senza volto: chi cura le scene, le luci, le musiche, le acconciature e il trucco. Una cinquantina di persone impegnate nella doviziosa ricerca dei particolari per realizzare al meglio l'ambientazione scenica.»
  La commedia è andata in scena dal 24 al 28 febbraio al cinema Astra per un totale di 6 rappresentazioni che hanno registrato sempre il tutto esaurito dei posti disponibili.

                Vedi alcuni sketch della commedia su:

   In occasione della rappresentazione di sabato 27, è stato consegnato il premio "Ylenia Cernicchi" a Iosella Vagnarelli che si è molto impegnata nella formazione dei giovani della parrocchia di Semonte. Il premio viene annualmente assegnata a persona o associazione che nel corso dell'anno si è particolarmente distinto nei settori dove Ylenia era attiva ed appassionata come lo sport, il giornalismo e in generale la vita associativa.
   Negli anni scorsi il premio è stato assegnato al giornalista del Corriere dell'Umbria Luca Mercadini, all'arbitro Massimiliano Grilli e all'Avis di Gubbio.

                                                             

27  Febbraio 2010 -  Convegno a Nola:  in viaggio verso l’Unesco


   E' continuata a Nola l'iniziativa per inserire  la Festa dei Gigli, la Macchina di Santa Rosa, la Festa dei Ceri e i Candelieri di Sassari, nel patrimonio immateriale dell'umanità, secondo le finalità dell'Unesco.
   Si è svolto nella chiesa dei SS Apostoli di Nola l'
incontro dal tema "Verso l'Unesco" cui hanno partecipato le delegazioni di tutte le città interessate all'importante riconoscimento.
   Unanimamente è stata espressa la volontà di impegnarsi a presentare la candidatura all’Unesco entro il 31 agosto 2010, termine stabilito dall’organizzazione internazionale.
  L’incontro, organizzato dal Comune di Nola ha visto tra i suoi protagonisti un esperto di feste popolari, quale l’antropologo dell’università di Salerno Paolo Apolito e la dottoressa Patrizia Nardi, promotrice del protocollo d’Intesa tra le città delle macchine a spalla, che ha portato i saluti e le scuse del presidente della Commissione Nazionale Unesco, Giovanni Puglisi, atteso tra gli ospiti e poi impossibilitato a venire. La Nardi ha ripercorso il passato dell’Intesa, illustrando i momenti di incontro avvenuti tra le comunità e le motivazioni di questa vicinanza culturale tra i Gigli di Nola, i Candelieri di Sassari, i Ceri di Gubbio, la Macchina di S. Rosa di Viterbo e la Varia di Palmi, che fino a poco fa ha condiviso questo percorso.
  Una riflessione critica sulle feste in questione e sulla candidatura, che si apprestano a fare, è stato invece il contributo del professore Apolito: “L’Unesco è legato ad una concezione sicuramente discutibile di patrimonio culturale immateriale. La rete sta mostrando una possibilità che non è interamente prevista ma nemmeno esclusa, cioè che le comunità, oltre a salvaguardare le loro tradizioni, aprano un dialogo tra di loro”. Un dialogo che c’era ma che deve incrementarsi, è questa la promessa ultima tra gli interlocutori della serata, congedati dal moderatore, Michele Sibilla, con l’annuncio del prossimo appuntamento “…verso l’Unesco”, atteso per i prossimi mesi a Gubbio.
   "Come più volte sottolineato, il 31 agosto prossimo la città di Nola è chiamata a svolgere un compito importantissimo per la candidatura della Festa dei Gigli tra i Beni tutelati dall'Unesco – ha dichiarato il sindaco di Nola, Geremia Biancardi – entro quella data infatti bisognerà presentare tutta la documentazione necessaria al riconoscimento. Oggi dunque, dalla città dei Gigli parte un ciclo di incontri che, nei prossimi mesi, a rotazione, interesseranno tutte le città coinvolte (Gubbio, Sassari e Viterbo) con l'obiettivo di avvicinare le singole comunità al prestigioso percorso, la cui adesione è fondamentale. Insieme ce la faremo. L'Unesco non è poi così lontano".
  
Ricordiamo che la "procedura" per quanto riguarda l'inserimento della
Festa dei Ceri è iniziata prima del 2006, nel lontano 28 ottobre 2004 con l'incontro a Roma di una delegazione eugubina ricevuta dal sottosegretario ai Beni ed Attività Culturali On. Nicola Bono. All'incontro erano presenti, oltre all'on. Bono, l'on. Giuseppe Giulietti, il sindaco di Gubbio Orfeo Goracci, il presidente dell'università dei Muratori Alunno Aleandro e il consigliere comunale prof. Gian Francesco Chiocci, proponente dell'iniziativa.
   Non sarebbe male ricordare anche che
nella seduta del Consiglio Comunale di Gubbio del 28 agosto 2006 è stato presentato un Ordine del Giorno a firma del Consigliere Daniela Fecchi, riguardante addirittura l’avvio delle procedure tendente ad ottenere l’iscrizione del centro storico di Gubbio nel patrimonio dell’Umanità tutelato dall’UNESCO.
 

                                                

13 Febbraio 2010  -  Riapre la Chiesa di San Filippo


   Riapre dopo i lavori di restauro, iniziati quasi una decina di anni fa, la Chiesa di San Filippo Neri, situata in via Cairoli, traversa di Corso Garibaldi. L’intero palazzo di proprietà della diocesi di Gubbio, è stato completamente recuperato e adibito a sede di uffici pastorali. La chiesa invece ha ricevuto anche una precisa destinazione d’uso: sarà la sede della nascente delegazione eugubina dellOrdine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che dunque consolida la sua attività anche a Gubbio.
   Oggi la chiesa di San Filippo ha ospitato la celebrazione di mons. Mario Ceccobelli per i cavalieri eugubini che negli ultimi anni sono cresciuti di numero e di cui proprio il Vescovo di Gubbio è priore della “Sezione Umbria”, presieduta da Alberto Pasqualoni.
   In Umbria, dame e cavalieri sono oltre 270, presenti in diverse città della regione. Lo scorso autunno sono entrati a far parte dell’Ordine quaranta laici ed ecclesiastici con una cerimonia d’investitura nella cattedrale di Santa Maria Assunta di Terni. E oggi, a Gubbio, erano presenti ventisei cavalieri e otto dame. Tra questi gli eugubini erano una quindicina.
   Oltre a cavalieri, dame e loro familiari, alla celebrazione di oggi hanno presenziato anche il vicesindaco del Comune di Gubbio, Renato Albo, insieme ad altre autorità civili e militari. Al termine della messa proprio il vicesindaco Albo, insieme a mons. Ceccobelli, ha scoperto una targa in fondo alla chiesa che testimonia l’affidamento della chiesa all’Ordine equestre del Santo Sepolcro.
   La chiesa di San Filippo Neri è stata costruita per volontà del grande vescovo Alessandro Sperelli, per far venire a Gubbio la congregazione degli Oratoriani di San Filippo. Va ricordato anche che tra i primi compagni di San Filippo vanno annoverati i fratelli eugubini Tommaso e Francesco Bozio.
La prima pietra di questa chiesa fu posta il 6 Febbraio 1646. Fu benedetta il 24 Maggio 1647. L’11 Febbraio 1649 ebbe inizio la Congregazione di San Filippo Neri.
   Nel 1782 vennero i Padri Liguorini del SS. Redentore, che nel 1822 passarono alla Chiesa della Madonna del Prato. Nel 1823 la Chiesa di San Filippo Neri fu concessa alla Confraternita del Suffragio, qui trasferita dalla chiesa della Madonna del Prato.
   L’interno della chiesa è una semplice sala barocca voltata con due altari laterali, senza transetto e l’altare maggiore nel presbiterio.


  
 
 
                                            
 

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