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Il vescovo di Gubbio
Mons. Luciano Paolucci Bedini ha
concelebrato il
solenne
pontificale, in onore di
Sant’Ubaldo
con don
Riccardo Luca Guariglia, abate di Montevergine
e il Vicario generale e Cappellano dei Ceri, don Morko Orsini ed
ha pronunciato l'omelia che riportiamo:
Carissimi amici, fratelli e sorelle, dopo il colorato e
appassionato omaggio della Festa e della Corsa di ieri,
offerto al nostro santo Patrono Ubaldo, con affetto e fede
ci ritroviamo stamattina a celebrarne solennemente la figura
e la memoria di luminosa santità.
Saluto di cuore, e con gioia sincera, tutti coloro che hanno
guidato e animato la giornata di Festa del nostro popolo:
prima di tutto i Capitani e i Capodieci, che con attenzione
ed impegno esemplare ci hanno condotti tutti in alto, fino
al colle eletto, ai piedi del nostro padre santo. Un gesto
antico, che manca a tutti noi per un intero anno e che
esplode poi in un solo giorno come a raccogliere e a
rilanciare tutti gli altri giorni che son stati e che
saranno, perché non manchi mai, a nessuno dei nostri giorni,
la presenza e lo sguardo del nostro amato vescovo, in ogni
situazione e dentro ogni vicenda che condividiamo.
Con lo stesso affetto saluto, e ringrazio della loro
presenza, il Sindaco di Gubbio, Vittorio Fiorucci, e con lui
gli altri amministratori del nostro territorio. Le autorità
civili e militari e le associazioni cittadine che
condividono e custodiscono i valori della Festa. Un grande
abbraccio agli amici fraterni delle città gemellate di
Thann, di Jessup e di Livinallongo, e a tutti gli eugubini
arrivati da tante e diverse nazioni, che tornano ogni anno a
vivere con allegrezza i giorni colorati della Festa del
Patrono. Grazie alle forze dell’ordine, e ai volontari, che
ne hanno permesso lo svolgimento sereno, sicuro e
rispettoso. E permettetemi un fraterno e grato saluto
all’Abate del Santuario di Montevergine, Dom Riccardo Luca
Guariglia, che ha voluto farci dono della sua presenza in
questi giorni a noi così cari.
La parola di Dio che abbiamo ascoltato dal libro del Siracide
ci ha introdotti alla memoria liturgica del nostro Patrono
Sant’Ubaldo con queste importanti parole: “Ecco il sommo
sacerdote, nella sua vita riparò il tempio, e nei suoi
giorni consolidò il santuario. Avendo premura d’impedire la
caduta del suo popolo, fortificò la città nell’assedio”.
Ricordiamo con ammirazione e riconoscenza, le tante volte
che il Vescovo Ubaldo si è fatto difensore del suo popolo,
non tirandosi indietro da responsabilità scomode e
pericolose, ma mettendo la sua persona a servizio dei suoi
figli e fratelli. Sempre è andato incontro, anche a chi lo
minacciava, con un tratto di rispetto e mitezza, e mai ha
cercato lo scontro con chi gli si opponeva.
La mitezza di Ubaldo non è debolezza, passività o mancanza di
coraggio. È invece una virtù attiva, una disposizione
d’animo paziente e delicata, capace di dominare se stessi e
di non lasciarsi coinvolgere dal male e dalla cattiveria
incontrati. La mansuetudine del nostro santo Patrono è una
forza interiore, che sceglie prima di tutto la comprensione
verso ogni fratello, invece che la reazione rabbiosa e
violenta al male che viene dagli altri. Questo atteggiamento
spirituale è frutto dello Spirito Santo che, nella fede, ci
fa seguire le orme di Gesù il quale si è detto mite e umile
di cuore e ha proclamato beati i miti perché erediteranno la
terra.
Spesso per noi la durezza e l’arroganza che incontriamo nelle
nostre relazioni è fonte di timore o di rabbia. Suscitano in
noi rancore e volontà di contrapposizione. A volte, anche
solo per difenderci da chi ci attacca o ci offende,
assumiamo, a nostra volta, posizioni conflittuali e
violente. Ci manca la forza della pazienza e la sapienza per
provare a comprendere le ragioni dell’altro. Dimentichiamo
troppo spesso la premessa necessaria, in ogni relazione, per
un credente: che l’altro è prima di tutto un fratello, anche
quando sbaglia. In questo Sant’Ubaldo è stato per noi un
grande maestro con la sua umile testimonianza di vita.
“Fratelli, non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio,
con il quale foste segnati per il giorno della redenzione. –
Dice san Paolo agli Efesini – Scompaiano da voi ogni
asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di
malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri,
misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato
a voi in Cristo”. Ecco dove ogni santo ha attinto la sua
umiltà e mitezza. Dalla potenza dell’amore di Dio che, in
Gesù crocifisso, morto e risorto, si è fatto misericordia
verso tutte le debolezze umane e gli abusi della nostra
libertà. Non è una qualità che si può vivere con la sola
propria volontà, ma chiede di essere innestata e alimentata
continuamente al cuore mite di Cristo per poter affrontare
ogni impervietà del nostro cammino.
L’atteggiamento mite e disarmato di Ubaldo è inoltre il vero
fondamento di ogni percorso di pacificazione e di
riconciliazione. Difficilmente la pace scaturisce dal
conflitto o dall’equilibrio delle forze. Non trova terreno
fecondo per germogliare nel cuore di chi pianifica la
sopraffazione dell’altro o medita vendetta per il male
ricevuto. E non ci può essere riconciliazione laddove non si
incontrano, nell’ascolto e nel dialogo, i contendenti che si
sono feriti e divisi. Siamo continuamente tentati al male,
al giudizio, all’esclusione e alla contrapposizione, ma
l’unica nostra salvezza è affidarci alla forza che Gesù ha
dato a tutti i suoi discepoli, come ci ha ricordato il
vangelo: “…io vi ho dato il potere di camminare sopra
serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico:
nulla potrà danneggiarvi”. Se restiamo dalla parte della
mitezza sarà Dio stesso a difenderci dalle manifestazioni
del male, come è stato anche per Sant’Ubaldo.
“Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi;
rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei
cieli”. Anche noi, con Ubaldo nostro Patrono, rallegriamoci
prima di tutto perché le nostre vite sono custodite e difese
dall’amore di Dio:
Vescovo Ubaldo,
pastore mite e umile di cuore.
Come Gesù, ti sei fatto vicino al tuo popolo
per ascoltare e accogliere i timori e le sofferenze dei tuoi
figli.
In ogni situazione di conflitto e di divisione
sei entrato con fermezza, ma senza durezza.
Mai hai ceduto allo scontro, ma a tutti
sei andato incontro per cercare un accordo e la
riconciliazione.
Intercedi per noi presso il cuore di Dio Padre
perché possiamo onorare la tua santità
scegliendo sempre la via della mitezza e del rispetto,
dell’ascolto e della comprensione,
della concordia e del dialogo.
Fa che testimoniamo e insegniamo ai più giovani a seguire il
tuo esempio
per vivere con gioia vera ed essere davvero tuoi figli
fedeli.
Amen.
+don Luciano, vescovo
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Nel pomeriggio solenne celebrazione anche in
Basilica, infine alle ore 18 il
tradizionale
Concerto di S. Ubaldo,
tenuto dalla
Banda comunale di
Gubbio.
Nella serata infine presso il Park Hotel Ai Cappuccini la
tradizionale
"Cena Sociale – Giornata degli Eugubini ",
un momento conviviale organizzato dalla
Ass. Maggio Eugubino,
dal lontano 1958. Durante la
cena sono stati consegnati vari attestati di "attaccamento a Gubbio".
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