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   Soldati Eugubini nella Prima Guerra Mondiale... in Francia
   

La “Champagne” e la guerra  |  Le truppe italiane in Francia |  2° Battaglia della Marna  |  I Caduti Eugubini

Il Cimitero militare Italiano di Bligny
 
 | Lettera del Gen. francese Philippe Pétain al Gen. italino Alberico Albricci

Caduti Umbri (divisi per Comune di Nascita) sepolti nel Cimitero di Bligny
 |  Bibliografia

La "Champagne" e la Guerra


   Dopo il 2004 l’Associazione Eugubini nel Mondo ha nuovamente reso omaggio, nel settembre 2018, ai militari eugubini che, morti in Francia durante la Prima Guerra Mondiale, sono sepolti nel Cimitero di guerra di Bligny, piccolo borgo della “Champagne”.
   La “Champagne-Ardenne” è la regione francese a Est di Parigi, che comprende il triangolo magico tra Reims, Epernay e Chalons-sur-Marne, dove interminabili vigneti ricoprono i fianchi di assolate colline. Reims, che dista da Parigi 140 Km, è la sua città più importante e qui venivano incoronati i Re di Francia, nell'incantevole Cattedrale gotica di Notre-Dame.
    La fama di questa terra oggi viene amplificata dallo “Champagne”, il famosissimo vino spumeggiante che vi si produce sino dalla fine del 1600, da
quando un monaco dell'abbazia di Hautvillers, Dom Pérignon, inventò il famoso metodo che permette di produrre questo vino spumante.
   Nella lingua francese arcaica, il termine "Champaigne", oltre che "campagna" significava anche “battaglia” o “campo di battaglia”. La definizione si applica perfettamente a questa regione, situata tra Parigi e la Lorena, tra il Belgio e la Borgogna, che fu teatro dall’antichità ai giorni nostri, di feroci battaglie e scontri estremamente cruenti.
    La Champagne fu teatro di tremende devastazioni e distruzioni anche durante la Prima Guerra Mondiale che nell’ultimo anno (1918) vide anche l’azione di truppe italiane e di soldati eugubini nel sanguinoso scontro che contrapponeva, in quel punto, Francia e Germania.
    Successe che nella primavera del 1918 la Germania,  grazie al ritiro dal conflitto da parte della Russia, sconvolta dalla rivoluzione d’ottobre 1917, decise di approfittare della sua temporanea superiorità numerica sferrando un attacco massiccio e decisivo contro la Francia.
 L'offensiva fu preparata concentrando sul fronte francese tutti i mezzi disponibili. La prevedibilità di tale mossa per
mise un certo preventivo r
afforzamento da parte della Francia, rafforzamento a cui anche l’Italia partecipò.
    Il governo italiano inviò 60.000 “soldati operai” da adibirsi soprattutto a lavori di manovalanza: le cosiddette truppe ausiliare italiane in Francia (T.A.I.F), che poi in molte situazioni imbracciarono anche le armi. Inoltre l’Italia inviò anche truppe militari vere e proprie, per ricambiare l'aiuto ricevuto dagli Alleati nel novembre del 1917, dopo Caporetto.
    Non tutti sanno che gli esiti del primo conflitto mondiale sarebbero potuti essere differenti, se non fosse stato per l’eroico apporto dato dall’intervento italiano nella Battaglia di Bligny (detta anche "Seconda Battaglia della Marna"), che assurge come momento di volta dello scontro. Infatti l’arresto, ad opera dei soldati italiani, dell’offensiva tedesca fu determinate in quanto qualora fosse riuscita avrebbe portato inesorabilmente le truppe tedesche verso Parigi, concludendo la Grande Guerra a loro favore, in quanto i Francesi sarebbero stati costretti a chiedere le fine delle ostilità. Non a caso i Tedeschi avevano chiamato la loro poderosa e disperata offensiva "Friedensturm" ("assalto della pace"), nella speranza appunto che un'ultima e definitiva vittoria avrebbe finalmente condotto alla fine della guerra)

Le truppe italiane in Francia


    Nel marzo 1918 fu deciso l'invio, sul fronte francese, del II Corpo d'Armata italiano, al comando del generale Alberico Albricci. Lo componevano la 3a e la 8a Divisione di Fanteria, due squadroni dei Cavalleggeri di Lodi,  il II Corpo degli Arditi, il 4° e 10° Reggimento Artiglieria di campagna, il 40° e 25° Battaglione Zappatori del Genio, la 108° e 148° Compagnia del Genio telegrafisti La 3a Divisione era composta dalla Brigata «Napoli» (75° e 76° reggimento Fanteria), dalla Brigata «Salerno» (89° e 90° reggimento Fanteria) e dal 10° Artiglieria. La 8a Divisione era formata, oltre dal 4° Artiglieria, dalla Brigata «Brescia» (19° e 20° reggimento Fanteria) e dalla Brigata «Alpi» (51° e 52° reggimento Fanteria). Nella Brigata “Alpi”, che era l’erede degli antichi “Cacciatori delle Alpi” di Garibaldi, erano stati arruolati moltissimi giovani umbri e quindi anche tanti Eugubini poiché il 51° reggimento Fanteria era di stanza a Perugia e il 52° a Spoleto. In questa Brigata, per la sua tradizione garibaldina, all’inizio della guerra vi si erano prontamente arruolati anche cinque nipoti di Giuseppe Garibaldi, figli di Ricciotti: (Peppino, Ricciotti jr, Menotti jr, Sante ed Ezio) e tanti altri giovani volontari, tra cui il diciassettenne Kurt Erich Sukert, divenuto poi famoso con lo pseudonimo di “Curzio Malaparte”, nato a Prato nel 1898 da padre di origine tedesca e madre italiana.
    Nel 19º Reggimento di fanteria della
Brigata «Brescia» era presente, anche lui volontario, il poeta Giuseppe Ungaretti che proprio qui scrisse la famosa poesia "Soldati": «Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie».
   
Complessivamente il contingente militare italiano era di oltre 40.000 uomini
in quanto oltre alle 4 Brigate vi erano gli altri corpi sopra descritti.
      La truppa completò il suo arrivo nel suolo francese il 27 aprile 1918,

    Per quanto riguarda la presenza della "Brigata Alpi" occorre precisare che essa faceva parte del IV Corpo d'Armata, ma entrò a far parte del II Corpo di  Armata, destinato al fronte occidentale francese, al posto della "Brigata Udine" su richiesta del Presidente del Consiglio italiano, On. Vittorio Emanuele Orlando.
   Le ragioni di tale sostituzione furono basate sul prestigio
della "Alpi" in quanto erede ideale e storica dei "Cacciatori delle Alpi" e comandata dal Colonnello Brigadiere Peppino Garibaldi che già dal settembre 1914 al marzo 1915 (quando ancora l' Italia non era entrata nel conflitto) era stato presente su quel fronte francese al comando del "Legione Garibaldina" formata da oltre 2.000 volontari che ebbero il privilegio di indossare la camicia rossa sotto l'uniforme francese. Tra i volontari erano presenti anche i sei fratelli del comandante Peppino Garibaldi, di cui Sante e Costante furono tra i caduti di quella iniziale partecipazione in terra di Francia.

    Proprio un mese dopo, il 27 maggio 1918, con un grande attacco a sorpresa, l'esercito tedesco riuscì a sfondare il fronte francese nei pressi di Reims. Tra Soissons e Reims si formò una sacca triangolare, profonda 50 km, che raggiungeva il fiume Marna e che aveva il vertice a Château-Thierry.

    [Era la seconda volta che le truppe tedesche raggiungevano il fiume Marna nel corso della guerra: la volta precedente -Prima Battaglia della Marna- era successo all'inizio della Guerra (5-12 settembre 1914) quando la controffensiva anglo-francese costrinse i tedeschi a ripiegare dietro la Marna e poi sul fiume Aisne.]

    Quindi anche nel maggio 1918 l’esercito tedesco era giunto a meno di 100 Km da Parigi.
  
Il II° Corpo d'Armata italiano fu destinato a presidiare questa profonda insaccatura e all'altezza di Bligny aveva il compito di sbarrare la valle del fiume Ardre e quindi la strada di accesso alla città di Epernay, mantenendo così possibili le comunicazioni tra Reims e Parigi.

    Il 19 giugno venne ultimato lo schieramento nella piccola valle del Fiume Ardre. La vallata era delimitata da due costoni boscosi: da una parte il Bosco de Vrigny, dall’altra il Bosco des Eclisses (detta anche “Montagna di Bligny”, che è in realtà una collina alta  meno di 200 metri) e il Bosco de Courton. Questa stretta vallata era percorsa oltre dal fiume Ardre anche dalla strada diretta a Chaumuzy e ad Epernay.
   
Il tratto compreso tra il fiume e la montagna di Bligny fu affidato all'8a Divisione (Brigate «Brescia» e «Alpi»), quello opposto, alla 3a Divisione (Brigate «Napoli» e «Salerno»).
    Il bosco "des Eclisses" era considerato un caposaldo che doveva essere difeso fino all'ultimo uomo.

    Già nei giorni 23-24 giugno i tedeschi sferrarono un violentissimo attacco contro i reparti della Brigata «Alpi» per impadronirsi della Montagna di Bligny, ma per merito del nostro Corpo degli Arditi l'obiettivo fallì.
    Però l’attacco micidiale era solo rinviato; infatti nella notte tra il 14 e 15 luglio ebbe inizio la storicaSeconda  Battaglia della Marnadetta anche Battaglia di Bligny.
  
Subito dopo la mezzanotte le artiglierie tedesche aprirono un violentissimo fuoco sull'intero fronte occupato della Brigata «Alpi» con largo uso di proiettili contenenti gas e liquidi velenosi.

La Seconda Battaglia della Marna (Battaglia di Bligny)


    Curzio Malaparte, testimone oculare in quanto volontario sottotenente degli arditi, così descrisse quell’attacco notturno del 14 luglio: “Nulla potrà mai superare in orrore quel bombardamento. Fu un massacro. Seduti sull'erba, le spalle appoggiate ai tronchi degli alberi, in un terreno senza trincee, senza camminamenti, senza ricoveri, ci facemmo ammazzare allo scoperto, fumando una sigaretta dopo l'altra”.

   All'alba del 15 luglio, sospeso il cannoneggiamento, la fanteria tedesca si lanciò all'attacco della montagna di Bligny anche con carri armati, ma i nostri soldati, seppure ormai ridotti alla metà, riuscirono a rallentare l’avanzata nemica, incendiando il bosco e combattendo tra le fiamme. I nostri soldati resistettero coraggiosamente,
  
Mentre truppe nemiche entravano a Chaumuzy i superstiti del 51°, ridotti a 28 ufficiali e 493 uomini si riunirono a Bosco de Courton per riordinarsi. Ma le perdite erano state davvero incredibili, tant'è che lo stesso cappelleno del 51° reggimento fanteria, Don Angelo Cagneschi, confermando i fatti, ebbe a scrivere: "In tempo di 7 ore, di 3.000 uomini, il mio reggimento rimase con poco più di 500 soldati e 25 ufficiali e il sottoscritto ferito da scheggia di granata...".
    La mattina del 16 luglio riprese l'attacco contro le postazioni del Bosco de Courton, ma l’attacco fu inizialmente respinto, poi, nel pomeriggio il nemico, facendo uso anche di lanciafiamme, riuscì a sfondare tra i battaglioni francesi e italiani aprendosi un varco nel fronte. Fu allora che il Gen. Albricci ordinò di concentrare tutto il fuoco d'artiglieria sul tratto sfondato e poi lanciò contro il nemico il II Reparto d'Assalto che riuscì a contenere l’impeto delle truppe tedesche.
   Il 17 luglio, giunti al terzo giorno della battaglia, i reparti del 52° e del 51°, quasi accerchiati, furono protagonisti di una giornata eroica fatta di combattimenti fino a sera. Di questa azione condotta dai
nostri giovani dell’Umbria abbiamo l’esaltante cronaca di Curzio Malaparte che presente anche lui sul posto, 20 anni più tardi scrisse sul “Corriere della Sera”: “a Bligny, ormai tutto il bosco era pieno di migliaia di morti e di feriti, ed eravamo rimasti senz'acqua, senza pane, senza cartucce, senza bombe a mano, senza mitragliatrici,…… il nemico tornò per la ventesima volta all'assalto con le sue tanks e i suoi lanciafiamme, e tutti quei matti (N.d.R.: i nostri soldati) gli si buttarono addosso, vociando e sghignazzando. S'udivano tra gli alberi, nell'immenso bosco pieno di fumo, urli di feriti e scoppi di risa, voci terribili e strane. E in realtà il nemico fu fermato a Bligny, non dal fuoco delle nostre poche mitragliatrici e dei scarsi cannoni, ma dalla meravigliosa pazzia di quei contadini dell'Umbria”.
  
E questo venne riconosciuto anche da un dispaccio del 178° Reggimento Fanteria Tedesco: "La divisione italiana che abbiamo di fronte è decimata... la nostra mèta è Pourey, ma non possiamo raggiungerla, perchè urtiamo contro una potente resistenza. Abbiamo a che fare con Italiani ai quali i Francesi hanno lasciato l'onore e la gloria di avere le massime perdite".
   Fermando l’avanzata tedesca verso la città di Epernay ed impedendo la realizzazione del piano tedesco che avrebbe dovuto provocare l’isolamento e la caduta di Reims con conseguente irreparabile rottura del fronte francese, i fanti italiani assolsero con immenso sacrificio il loro compito anche se gravissimo fu il bilancio (oltre 10.000 tra morti, feriti e dispersi), ma la Seconda Battaglia della Marna (Battaglia di Bligny) significò l'inizio della fine dell'esercito germanico. Infatti la mattina seguente, 18 luglio, il Comando Supremo francese dava il via alla controffensiva che avrebbe portato alla resa tedesca quattro mesi più tardi, l’11 novembre con Armistizio di Compiègne
.
  
Quindi, nel pieno rispetto della storia, possiamo affermare che molto probabilmente la Grande Guerra si sarebbe conclusa con la vittoria dell'Impero germanico se a Bligny i soldati italiani del II Corpo d'Armata non avessere stroncato la poderosa offensiva scatenata dal Generale Ludendorff.

 

I Caduti Eugubini sepolti nel Cimitero di Bligny


       In questa Battaglia di Bligny presero parte tanti Eugubini ed Umbri e molti di essi vi persero la vita. Essi fanno parte dei 722 caduti di Gubbio nella prima Guerra Mondiale.
  
 
    Occorre però precisare che al termine della guerra le Salme dei militari
italiani caduti sui campi di battaglia o negli ospedali delle retrovie, vennero raccolte e sistemate definitivamente, a cura del Governo italiano, nelle seguenti località:

Bligny - Cimitero Militare italiano (4.421 di cui 1360
                sepolti nella fossa comune)
Soupir - Cimitero Militare italiano (588)
Labry - Sacrario Militare Internazionale nel Cimitero comunale (123)
Lione - Riquadro nel Cimitero comunale "La Guillotière" (71)
Lione - Riquadro nel Cimitero comunale "La Doua" (66)
Metz - Riquadro nel Cimitero Militare di Chambière (91)
Parigi - Settore Militare nel Cimitero comunale di Ivry (37)
Digione - Riquadro nel Cimitero comunale "Des Pesoces" (14)
Chambery - Charrière neuve (23)
Alcuni Caduti si trovano anche nei Cimiteri comunali di Cannes, Rouen ed Antibes e 4 nel Sacrario Militare italiano di Ivry St. Mandrier.

Complessivamente in Francia riposano le gloriose Spoglie di 5.450 nostri Caduti della Prima Guerra Mondiale.
 
   Tra i militari italiani che morirono in Francia 14 Eugubini (ma l'elenco non è definitivo!) sono sepolti tra i 4.421  italiani al Cimitero Militare Italiano di Bligny. Con commozione li ricordiamo qui di seguito:
 
  1. CALZUOLA Giovanni di Massimiliano: soldato, 51° Regg. Fanteria, morto l'11 novembre 1918, proprio il giorno della fine della guerra in Francia, a 28 anni "per bronchite diffusa acuta da gas iprite";
     

  2. CARDONI Carlo di Secondo: soldato, 20° Regg. Fanteria, morto il 4 giugno 1918, a 30 anni, a Monte des Allieux "per ferita da bombe a mano";
     

  3. CECCARELLI Alfredo di Francesco: soldato, 88° Regg. Fanteria, morto il 2 giugno 1918, a 20 anni, per Malatia in Prigionia.
     

  4. CECCHINI Adamo di Amadio: sergente, 51° Regg. Fanteria, morto il 23 giugno 1918, a 28 anni, a Bligny, in combattimento; medaglia di bronzo al Valor Militare(e' sepolto nella fossa comune).
     

  5. MERLI NAZZARENO di David: sergente, 52° Regg. Fanteria, morto il 17 luglio 1918, a 27 anni, in combattimento; (e' sepolto nella fossa comune).
     

  6. MONACELLI Arnaldo di Tersilio: sottotenente, 51° Regg. Fanteria, morto il 15 luglio 1918, a 20 anni, per "ferite da scheggia di granata". Era stato decorato con la medaglia d'argento al valor militare?
     

  7. MONACELLI Raffaele di Ubaldo: soldato, 1116 Compagnia Mitraglieri, morto il 7 gennaio 1918, a 26 anni, per Malatia in Prigionia.
     

  8. PASSERI Vittorio di Adamo: soldato, Deposito Mitraglieri, 17° Regg. Fanteria, morto il 29 marzo 1918, a 25 anni, per Malatia in Prigionia (nato a Gubbio e residente a Valfabbrica).
     

  9. PROCACCI Agostino di Giuseppe: soldato, 90° Regg. Fanteria, morto il 15 luglio 1918, a 20 anni, a Courmas per ferite in combattimento provocate da "scoppio di granata"; (e' sepolto nella fossa comune).
     

  10. PROVVEDI Ubaldo di Agostino: soldato, 51° Regg. Fanteria, morto il 24 giugno 1918, a 34 anni, per ferite riportate in combattimento; (e' sepolto nella fossa comune).
     

  11. ROSATI Settimio di Ciriaco: caporale, 51° Regg. Fanteria, morto il 24 giugno 1918, a 29 anni, a Bligny "per ferite da scheggia di granata"; Settimio era stato, nell’anno precedente, tra gli organizzatori della Festa dei Ceri del 15 maggio 1917 celebrata sulle Dolomiti, alle pendici del Col di Lana e fu l’unico tra quegli organizzatori a non fare ritorno, vivo e salvo, a Gubbio; (e' sepolto nella fossa comune).
     

  12. SEBASTIANI Ettore di Antonio: soldato, 90° Regg. Fanteria, morto il 17 ottobre 1918, a 28 anni, per Ferite riportate In Combattimento. 
     

  13. TRAGLETI Fernando: soldato, 9 Regg. Bersaglieri., morto il 29 luglio 1918, a 27 anni. (occorre precisare che nel registro di Bligny risulta come nato a Gubbio, ma il suo nome non è presente nè all'anagrafe del Comune nè viene citato tra i 722 caduti eugubini della Grande Guerra).
     

  14. TRAVERSINI Anselmo di Nazzareno: soldato, 51° Regg. Fanteria, morto il 15 luglio 1918, a 25 anni, in combattimento al "Bosco des Eclisses". 


Altri Eugubini sepolti in piccoli cimiteri non lontano da Bligny
 

1.  TURCHETTI Igino di Pietro: sottotenente; 64° Regg. di marcia (forse aggregato al 51° Regg. Fanteria) morto il 28 novembre 1918, a 22 anni,  nell'ospedale di Joigny per "broncopolmonite grippale contratta in servizio", forse provocata dal "gas iprite".

2. PIERETTI Ettore: soldato, 2073 Compagnia Mitraglieri, morto il 14 ottobre 2018, a 34 anni, nell'ospedale da campo 165 in seguito all'azione di Gas asfissianti. Sepolto a Lione nel cimitero "La Guillotiere".   

Caduti Umbri (divisi per Comune di Nascita) sepolti nel Cimitero di Bligny


   Qui di seguito riportiamo i nomi, divisi per Comune di nascita, dei Caduti della Regione dell'Umbria, sepolti nel Cimitero Militare Italiano di Bligny e che hanno una propria tomba.
   Al momento non sappiamo ancora quanti altri Soldati Umbri siano tumulati nella "fossa comune" del Cimitero di Bligny che contiene 1.360 salme.

Acquasparta

MARENGO Sabatino di Pelagio: soldato, 138° Compagnia Lavori Ausilari, morto il 1 luglio 1918, a 19 anni (Infortunio Per Fatto Di Guerra)

Amelia

MASSACCESI Eugenio di Adamo: Soldato, 51° Regg. Fanteria, morto il 29 settembre 1918, a 23 anni, per Ferite riportate In Combattimento.

Assisi

CASAGRANDE MENCARELLI Ettore di Gaetano: Caporale Maggiore, 51° Regg. Fanteria, morto il 24 giugno 1918, a 29 anni, per Ferite riportate In Combattimento.

NIZI Stefano di Francesco: Caporale, 51° Regg. Fanteria, morto il 29 giugno 1918, a 27 anni, per Ferite riportate In Combattimento.

TAGLIOLINI Giuseppe di Antonio: soldato, 75° Regg. Fanteria, morto il 18 luglio 1918, a 21 anni, per Ferite riportate In Combattimento.

Calvi dell'Umbria

PAPI Domenico di
Agostino: soldato, 210° Regg. Fanteria, morto il 2 febbraio 1918, a 33 anni, per Malatia in Prigionia.

RONCONI Riziero di Domenico: soldato, 1° Regg. Artiglieria Da Fortezza, morto il 16 maggio 1918, a 21 anni, per Malatia in Prigionia.

Cannara

FILIPPUCCI Domenico di Giovanni: soldato, 14° Regg. Bersaglieri, morto il 19 aprile 1918, a 33 anni, per Malatia in Prigionia.

Castiglione del Lago

BURICO Oreste di Serafino: soldato, 159° Regg. Fanteria, morto il 20 gennaio 1918, a 38 anni, per Malatia in Prigionia.

RICHETTI David di Eugenio: 2073° CP Mitr., morto il 8 ottobre 1918, a 26 anni.

Cerreto di Spoleto

MATTIOLI Giacinto di Aurelio: soldato, 3° Regg. Artiglieria Da Fortezza, morto il 21 ottobre 1918, a 33 anni, per Malattia.

Città di Castello

BENNI Nazzareno di Domenico: soldato, 1° Regg. Artiglieria Da Fortezza, morto il 17 novembre 1918, a 27 anni, per Malattia.

CENTOVALLI Oreste di Liborio: soldato, 2° Regg. Artiglieria Da Fortezza,  morto il 2 giugno 1918, a 40 anni, per Malatia in Prigionia.

ROSSI Giuseppe di Angelo: 9° Regg. Artiglieria da Campagna, morto il 4 marzo 1919, a 22 anni, per Malattia

Corciano

RICCI Pio di
Carlo: soldato, 236° Regg. Fanteria, morto il 25 gennaio 1918, a 28 anni, per Malatia in Prigionia.

Deruta

MANDOLINI Carlo di
Paolo: soldato, 20° Regg. Fanteria, morto il 16 luglio 1918, a 35 anni.

Gualdo Tadino

BOZZI Domenico
di Luigi: soldato, 126° Compagnia Mitraglieri, morto il 25 gennaio 1918, a 30 anni
, per Malatia in Prigionia.

Ferentillo

FILIPPONI Amedeo di Vincenzo: soldato Esercito Americano, morto il 31 luglio 1918, a 31 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

Ficulle

SCIARTA Giuseppe di
Angiolo:soldato, 3° Regg. Fanteria, morto il 17 febbraio 1918, a 37 anni, per Malatia in Prigionia.

Foligno

BARTOLI Giuseppe di Lorenzo: soldato, 52° Regg. Fanteria, morto il 19 giugno 1918, a 24 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

MANCINI Giuseppe di Francesco: soldato, 52° Regg. Fanteria, morto il 15 luglio 1918, a 30 anni, in combattimento.

MAZZOCCHIO Natale di Alessandro: soldato, 125° Regg. Fanteria, morto il 4 novembre 1918, a 35 anni, per Malatia in Prigionia.

Giove

ALFONSINI Vincenzo di Luigi: soldato, 155° Regg. Fanteria, morto il 22 dicembre 1917, a 19 anni, per Malatia in Prigionia.

PARAGLIA Epifanio di Paolo: soldato, 280° Regg. Fanteria, morto il 15 marzo 1918, a 34 anni.

Marsciano

MANGIABENE Nazareno di
Paolo: soldato, 51° Regg. Fanteria, morto il 30 giugno 1918, a 29 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

MONTAGNOLI Giuseppe di Pasquale: soldato, 125° Regg. Fanteria, morto il 6 luglio 1918, a 21 anni, per Malatia in Prigionia.

Massa Martana

PERSICHETTI Antonio di Sabatino: soldato, 51° Regg. Fanteria, morto il 15 luglio 1918, a 25 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

QUAGLIARINI Cirillo di Elpidio: soldato, 2073 Compagnia Mitraglieri, morto il 14 ottobre 1918, a 21 anni, per azione di Gas Asfissianti.

Monte Castello di Vibio

CASTRINI Virgilio di Costantino: soldato, 231° Regg. Fanteria, morto il 10 maggio 1918, a 24 anni, per Malatia in Prigionia.

CICIONI Giuseppe di Fortunato: 1° Regg. Artiglieria da Montagna, morto il 28 luglio 1918, a 36 anni, per Malatia in Prigionia.

Monte Santa Maria Tiberina

BIANCONI Silvio di Luigi: soldato, 51° Regg. Fanteria, morto il 29 aprile 1918, a 28 anni, per Malattia

Nocera Umbra

ASCANI Egidio di Tommaso: soldato, 75° Regg. Fanteria, morto il 18 luglio 1918, a 23 anni, in combattimento.

MARINI Germano di Mariano: soldato, 20° Regg. Fanteria, morto il 21 settembre 1918, a 21 anni, per Malattia.

Norcia

DI PIETRO Pasquale di Benedetto: 92° Regg. Fanteria, morto il 27 settembre 1918, a 27 anni, per Malattia.

PANELLA Enrico di Lorenzo: caporale maggiore, 51° Regg. Fanteria, morto il 17 luglio 1918, a 27 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

Orvieto

DI NICOLA Giovanni di Zaccaria: soldato, 125° Regg. Fanteria, morto il 28 agosto 1918, a 36 anni, per Malattia in Prigionia.

Panicale

SALVATORI Fulvio di Serafino: 28° Regg. Artiglieria Da Campagna, morto il 15 agosto 1918, a 33 anni, per Malattia in Prigionia.

BRACA Sante di Nazzareno: 51° Regg. Fanteria, morto il 29 giugno 1918, a 27 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

Passignano

BALLERINI Cipriano di
David: soldato, 213° Regg. Fanteria, morto il 24 aprile 1918, a 22 anni, per Malattia in Prigionia.

Perugia

CECCONI Agostino di Benerio: soldato, 20° Regg. Fanteria, morto il 11 giugno 1918, a 31 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

GRILLI Enrico di Pasquale: soldato, 231° Regg. Fanteria, morto il 13 agosto 1918, a 33 anni, per Malattia in Prigionia.

MORETTI Ferdinando di Giuseppe: soldato, 2° Regg. Bersaglieri, morto il 28 febbraio 1918, a 28 anni, per Malattia in Prigionia.

PIASTRINI Vittorio di Egidio: soldato, 1° Regg. Fanteria (Volontari Garibaldini, combattenti sul fronte franco tedesco nel 1914), morto il 27 dic. 1914, a 25 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

RAGNI Vitale di Pietro: soldato, 51° Regg. Fanteria, morto il 9 gennaio 1919, a 26 anni, per Malattia.

ROSATI Eugenio di Domenico: soldato, 43° Regg. Fanteria, morto il 2 febbraio 1918, a 37 anni, per Malattia in Prigionia.

TRIPPOLINI Alfonso di Antonio: soldato, 51° Regg. Fanteria, morto il 19 giugno 1918, a 29 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

TUTERI Adamo di Nazzareno: soldato, 58° Regg. Fanteria, morto il 8 gennaio 1918, a 31 anni, per Malattia in Prigionia.

Piegaro

MARCUCCI Enrico di Raniero: soldato, 134° Compagnia Lavori Ausilari, morto il 16 aprile 1918, a 31 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

Sangiustino

BORGHINI Damiano di Francesco: soldato, 152° Regg. Fanteria, morto il 17 gennaio 1919, a 27 anni, per Malattia in Prigionia.

PELLEGRINI Eliseo di Giuseppe: soldato, 9° Regg. Art. Camp., morto il 6 gennaio 1918, a 21 anni, per Malattia in Prigionia.

 

Scheggia - Pascelupo

CROCIANI Liberato
di Giuseppe
: soldato, 120° Regg. Fanteria, morto il 9 luglio 1918, a 26 anni
, per Malattia in Prigionia.

PARBONI  Camillo di Pietro: soldato, 1° Regg. Genio, morto il 8 febbraio 1918, a 22 anni, per Malattia in Prigionia.

Spello

DIOTALLEVI Paolo di
Felice: soldato, 52° Regg. Fanteria, morto il 15 luglio 1918, a 24 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

Terni

ANULLO Domenico di Zaccaria: caporale, 52° Regg. Fanteria, morto il 15 agosto 1918, a 29 anni
, per Ferite riportate in Combattimento.

CAROSI ARCANGELI Giuseppe di Bernardino: soldato, 21° Regg. Artiglieria da Campagna, morto il 28 giugno 1918, a 21 anni, per Malattia in Prigionia.

DIOMEI Ulderico di Leopoldo: soldato, 51° Regg. Fanteria, morto il 29 giugno 1918, a 24 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

Todi

ANDREONI Andrea di
?: soldato, 125° Regg. Fanteria, morto il 1 gennaio 1918, a 36 anni, per Malattia in Prigionia.

BEFANI Mellito di Epifanio: caporale maggiore, 51° Regg. Fanteria, morto il 3 luglio 1918, a 25 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

GIONTELLA Angelo di Nazzareno: soldato, 11° Regg. Bersaglieri, morto il 2 agosto 1918, a 20 anni, per Malattia in Prigionia.

LONGARI Giuseppe di Pietro: (nato a Todi, si era trasferito ad Assisi) soldato, 90° Regg. Fanteria, morto il 17 luglio 1918, a 38 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

PETRINI Silvio di Enrico: soldato, Regg. Artiglieria da Fortezza, morto il 3 febbraio 1919, a 27 anni, per Malattia.

Umbertide

MOSCATELLI Alfredo di Salvatore: soldato, 52° Regg. Fanteria, morto il 15 luglio 1918, a 28 anni, per azione di Gas Asfissianti.

PELLEGRINI Napolino di Agostino: caporale, 51° Regg. Fanteria, morto il 15 luglio 1918, a 24 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

Valfabbrica

ARCANGELI Beniamino di Nazzareno: sergente, 51° Regg. Fanteria, morto il 13 luglio 1918, a 22 anni, per Ferite riportate in Combattimento.

PASSERI Vittorio di Adamo: (nato a Gubbio e residente a Valfabbrica) soldato, Deposito Mitraglieri, 17° Regg. Fanteria, morto il 29 marzo 1918, a 25 anni, per Malatia in Prigionia.

Il Cimitero Militare Italiano di Bligny


    Per gli italiani il fronte francese rappresentò un vero massacro: in poco più di sei mesi tra i 25.000 combattenti le perdite furono di 9.334 uomini dei quali circa 5.000 caduti e oltre 4.000 feriti. Oggi le colline che circondano Bligny, con i suoi ameni vigneti, non sembrano il luogo così tristemente famoso dell’estate 1918.
    Provenendo da Reims, dopo 16 km, poche centinaia di metri prima di giungere al minuscolo borgo di Bligny, in bella vista troviamo sul lato destro della strada il cimitero di guerra francese con una distesa di croci bianche, mentre un po’ più in là, quasi nascosto, quello tedesco, con le croci nere, secondo l’accordo fatto alla fine del conflitto: croci bianche ai vincitori e croci nere agli sconfitti.
  
 Superate le poche case di Bligny (circa 100 abitanti) si sale una collina sulla cui sommità troviamo il Cimitero Militare Italiano di Bligny che impressiona per la sua grandezza e stupisce per la gran cura con cui è custodito.
    A differenza degli altri cimiteri della zona è circondato da un muro di cinta e da un cancello d’ingresso in ferro battuto. Al suo ingresso sventola la bandiera italiana, quella francese e  quella d’Europa, all’interno un grande viale di cipressi e un piccolo tempio posto al centro di otto sterminati campi di croci.


   Sul tempio, per tutti, la dedica:
 

AI
CINQUEMILA
SOLDATI ITALIANI
MORTI IN TERRA DI FRANCIA

Lettera del Gen. francese Philippe Pétain al Gen. italino Alberico Albricci


Mon Général, Au moment où vous allez retourner en Italie, je tiens à vous exprimer la satisfaction que j’ai éprouvé à avoir sous mes ordres le II C.A. Italien.
   Quand, en avril 1918, le II C.A. arriva en France, sa réputation de vaillance était déjà consacrée par tes noms glorieux de Plava, Monte Cucco, Vodice, Monte Santo, Bainsizza, Montello. Je savais que pouvais beaucoup demander à de pareilles troupes.
    Elles furent en effet de celles qui, le 15 juillet, contribuèrent à repousser les assaut furieux de l’ennemi.
   Elles furent ensuite appelées à reprendre les crêtes fameuses du Chemin des Dames et participèrent ardemment avec les troupes française à la poursuite qui chassa l’ennemi hors de France.
  Au nom de l’Armée Française je tes remercie. Je salue vos glorieux drapeaux. Je salue aussi vos héros tombés au champ d’honneur.
   La France honorera d’un mène culte tous ceux qui sont tombés sur son sol pour la plus noble des causes. L’Italie peut être fière du Général Albricci et des troupes qui, sous ses ordres, ont combattu victorieusement sur le sol de la France.
Signé: PETAIN"


   « Generale, nel momento in cui Lei torna in Italia, voglio esprimere la soddisfazione che ho sentito nell'avere il II Corpo d'Armata Italiano sotto i miei ordini.
   Quando, nell' aprile 1918, il II C.A. Italiano è arrivato in Francia, la sua reputazione di valore era già consacrata per i nomi gloriosi di Plava, Monte Cucco, Vodice, Monte Santo, Bainsizza, Montello. Sapevo che potevo chiedere molto a tali truppe.
   Infatti sono state quelle che hanno aiutato, il 15 luglio, a respingere gli attachi furiosi del nemico.
   Poi esse furono chiamate a riprendere le famose cime del "Chemin des Dames" e hanno participato con ardore insieme alle truppe francesi a scacciare il nemico fuori della Francia.
   In nome dell’Armata Francese Vi ringrazio. Saluto le vostre gloriose bandiere. Saluto anche i vostri eroi caduti sul campo dell’onore.
   La Francia onorerà con lo stesso culto tutti coloro che sono caduti sul suo territorio per la più nobile delle cause. L’Italia può essere fiera del Generale Albricci e delle truppe che sotto il suo comando hanno combattuto vittoriosamente sul territorio della Francia.
Firmato: Pétain. »

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