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Il Monumento al "Fante" è stato inaugurato dopo i
lavori di restauro e
messa in sicurezza, realizzati dal Comune
di Gubbio secondo il progetto donato gratuitamente dal
Club Rotary di Gubbio, grazie anche alla
collaborazione dell'architetto Augusto Solano, socio del Club. I Lavori
sono stati realizzati dall'impresa
edile Faramelli.
«Punto più danneggiato dell'opera - ha spiegato
l'Arch. Solano -
era il paramento lapidario, struttura composta da pietre compromesse dal passare
del tempo».
Anche la
mano della statua, pendente da giorni, era stata messa appena in salvo grazie
all'intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno inizialmente provveduto a
rimuoverla del tutto, per poi risaldarla in maniera corretta.
In particolare il monumento ai caduti, presentava un notevole stato di degrado:
con il dilavamento del terreno circostante il basamento aveva prodotto leggeri
allentamenti delle connessure dei gradini, i danni conseguenti alle gelate
invernali avevano interessato tutte le facciate ma soprattutto lo spigolo
nord-est, provocando numerose fessurazioni lungo i muri esterni pur senza
interessare la struttura portante, ma provocando la perdita di materiale lapideo su
vaste superfici. Il corpo principale, costituito da blocchi di pietra calcarea,
provenienti dalla cava di Madonna del Ponte di Gubbio, appariva quindi, ad una
indagine visiva e tattile, in stato di avanzato degrado. A ciò andava aggiunto
la presenza di uno strato di smog, assieme a una diffusa aggressione da parte di
muschi, alghe e licheni, nonché la contemporanea presenza di vegetazione
(piante, arbusti) oltre a massicci depositi di guano di volatili all'interno
della torre. Purtroppo le superfici dello zoccolo di base erano interessate
anche da graffiti eseguiti con vernici di vario genere. Il gelo aveva
interessato anche la pietra di Cagli provocando la perdita di una porzione di
zampa del cavallo raffigurato in bassorilievo nello spazio sovrastante il Fante.
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Due
momenti della cerimonia: Il taglio del nastro e il discorso
ufficiale da parte del
Sindaco Diego Guerrini
che ha alla sua sinistra l'Assessore all'urbanistica e opere
pubbliche, Arch. Raffaello di Benedetto, e alla sua destra
l'Avv. Fabio Antonioli, past presidente del
Club Rotary di Gubbio |
Un pò di storia
(Vedi
relazione di F. Cece): il monumento ai caduti della Grande
Guerra opera dello scultore perugino, naturalizzato eugubino, Enrico
Cagianelli fu
inaugurato il 16 maggio 1924.
Il Monumento, interamente in pietra, è costituito da un basamento circondato da
scalee su cui si innalza una torre con bassorilievi con appoggiata una scultura
bronzea riproducente il fante della prima guerra mondiale.
La torre merlata, evidente richiamo alle possenti strutture medievali eugubine,
è costituita da un basamento che rastremandosi in sommità sostiene la parte
terminale svettante verso l'alto, al fronte verso la piazza è addossata una
lastra lavorata a bassorilievo con i bordi spezzati riproducente un cavaliere
con un vessillo alla guida delle truppe armate di alabarde e con suonatori di
corni, sullo sfondo un ulteriore richiamo all'architettura eugubina: un arco
gotico al cui interno si raccoglie il vessillo del condottiero; al di sopra
delle truppe svettano i tre ceri; in sommità lo stemma della città di Gubbio e
dei suoi quartieri. Appoggiato al basamento si erge un podio in pietra
(sostituito negli anni' 80) su cui è collocata la statua bronzea del fante, ai
piedi del podio la corona bronzea degli eugubini lontani, collocata nel 1927.
Sul fronte opposto una lastra
di pietra riproduce il bollettino della vittoria.
L'ingresso alla torre avviene attraverso un pozzetto posizionato sul lato
nord-est del basamento chiuso da un coperchio in ferro, il quale comunica,
mediante un breve cunicolo, con l'unico vano a tutta altezza.
Una scala in ferro murata consente di raggiungere la sommità, dove un coperchio
metallico in ferro battuto funge da copertura e riparo dalle intemperie.
E' in previsione la costruzione di marciapiedi sulla stessa cromatura
dell'opera, con tanto di opportune illuminazioni.
Il
Club Rotary di Gubbio
ha realizzato anche una pubblicazione nata dalle ricerche dello
storico F.Cece e dal lavoro dell'architetto A. Solano, per valorizzare l'aspetto storico
e antropologico del monumento e della piazza in cui si trova.
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