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  20 Settembre 2020 - Gubbio con il Campanone festeggia  il 1870 e "Roma italiana"
   
   

20 Settembre 2020 - Gubbio con il Campanone festeggia  il 1870 e "Roma italiana"


   Il «Campanone» di Gubbio, anche quest’anno suona per celebrare la "breccia di Porta Pia": la presa di Roma e la fine dello Stato della Chiesa, governato dal Papa, completando così l’unità d’Italia il 20 settembre 1870, anche se, a quel punto, restavano ancora fuori  il Trentino Alto Adige e il Friuli.
   A quanto ci è dato sapere, Gubbio è l’unica città d'Italia che ancora oggi ricorda ufficialmente l’evento a distanza di 90 anni dalla "soppressione" della celebrazione che venne sancita dalla legge n. 1726 del 27 dicembre 1930.
   In effetti, questa Festa (20 settembre) era stata istituita, nel 1895, in occasione del 25° della presa di Roma, con la Legge n. 401 promulgata il 19 luglio 1895 dal Re Umberto I, per affermare il carattere laico dello Stato Italiano, dopo il riconoscimento del principio della “separazione dei poteri“ tra lo Stato e la Chiesa previsto dalla Legge sulle Guarentigie approvata nel 1871 dal Parlamento.
  La Legge n. 401 del 1895 fu abrogata in seguito alla firma dei Patti Lateranensi dell'11 febbraio 1929. Infatti,la Festa Nazionale del 20 settembre fu sostituita, con la Legge n. 1726, promulgata il 27 dicembre 1930 dal Re Vittorio Emanuele III, dalla festività dell’11 febbraio, appunto per celebrare la firma dei Patti Lateranensi.

 

 

   

     Alla battaglia finale per la presa di Roma parteciparono anche circa 15 soldati eugubini, del resto la presenza di volontari eugubini si era fatta sentire già nella sfortunata difesa della Repubblica Romana del 1849 e nella battaglia di Mentana del 1867, dove aveva partecipato Cesare Migliarini.

  
   Anche quest’anno i Campanari effettuano le solite tre suonate, alle 8.00, alle 12.00 e alle 17.00.

    La ricorrenza non è mai mancata nel calendario delle suonate ufficiali del Campanone.


  In passato il 20 settembre era una giornata di festa, da celebrare con ancor maggiore solennità.

   Nel 1928, per esempio, così scriveva il periodico locale “Il Risveglio Eugubino”: “Per la celebrazione del XX settembre in ogni finestra venne esposto il tricolore e alla sera i pubblici edifici furono sfarzosamente illuminati.
Applauditissimi furono gl’inni della Patria suonati in Piazza Oderisi dal Concerto Comunale che svolse poi uno scelto programma musicale”
.

    Il 20 settembre 1929, nonostante i "Patti Lateranensi" fossero stati promulgati pochi mesi prima (11 febbraio 1929),  sui muri di Gubbio era possibile leggere il seguente manifesto:
  
“Cittadini, la data gloriosa che oggi celebriamo, riassume il periodo più glorioso nella storia della Patria nostra, che fu urto di armi e di forza di pensiero, nell’ulteriore vicenda di dolori e di gioie, di gesta epiche che sembrano ancora leggenda, sino all’avveramento del sogno di tutti i martiri e di tutti i pensatori: Roma capitale d’Italia.
    Da Roma mossero i nuovi legionari per la conquista dei giusti confini e le aquile, spiccando il volo dal Campidoglio, ne guidarono il cammino.
   Sono gli spiriti delle Camicie Rosse di Garibaldi, dei fanti del re di Sardegna, quelli dei grigio-verdi di Vittorio Veneto che, uniti, formano corona in un cielo di gloria, mentre dai cuori s’innalza ancora l’invocazione del
Poeta: O sole, che tu mai nulla possa vedere di più grande di Roma!”
  
Durante quella giornata (20 settembre 1929) il tricolore aveva sventolato dai pubblici edifici e da numerose abitazioni.

   Ma già l'anno dopo (1930) l’intesa “fra lo Stato Italiano e il Vaticano” aveva fatto perdere alla data del 20 settembre “il carattere di un tempo”. Nonostante tutto la città rimase imbandierata per tutto il giorno.

   

    Da qualche finestra di Gubbio spunta fuori, anche ai giorni nostri, la bandiera tricolore e anche in luoghi ricchi di storia e di significati.
 


   Molto interessante al riguardo l'attività storic
a svolta dai promotori ed aderenti al gruppo Facebook "Gli Amici di Angelico Fabbri".

  

    Angelico Fabbri (Gubbio 1822-1882) è stato il principale personaggio del Risorgimento eugubino. Studente di farmacia a Bologna iniziò negli anni quaranta del'Ottocento la sua carriera di cospiratore, patriota, politico e militare. Ricoprì tutte le principali cariche pubbliche eugubine, compresa quella di sindaco. Fu consigliere provinciale e, per due volte, deputato alla Camera nazionale.

                                                  

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