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I CERI E LA 1° GUERRA MONDIALE
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Gli eugubini in guerra |
La Festa è vietata, ma... |
La situazione al fronte |
La Festa dei Ceri del 1917 |
Le vicende successive
Gli Eugubini in guerra sul Col di Lana
Nel periodo 1914-18 l'Europa ha vissuto gli anni tristi e drammatici della Prima Guerra
Mondiale. Anche i
giovani eugubini
furono chiamati alle armi. Le Alpi videro gli atti eroici di tanti figli di Gubbio, definiti dallo scrittore Curzio Malaparte: "uomini pieni d'estro e di coraggio meraviglioso".
Al momento della chiamata alle armi tanti eugubini furono assegnati alla Brigata "Alpi" (erede del Corpo dei volontari di Garibaldi chiamato "Cacciatori delle Alpi") formata dal 51° e 52° reggimento di Fanteria.
L'appartenere alla stessa brigata fu il motivo per cui in tanti si
ritrovarono insieme a combattere sul
Col di Lana (Dolomiti) che, con i suoi ottomila morti, da allora viene
anche chiamato "Col di Sangue".
La Festa è vietata, ma...

Era un periodo molto triste anche per chi era rimasto a casa, pur tuttavia il desiderio di rendere omaggio a S. Ubaldo era ancora più sentito!
Ma un decreto del governo italiano, all'inizio della guerra, aveva vietato le riunioni pubbliche, le processioni civili e religiose.
Pertanto la Giunta e il Sindaco di Gubbio, Conte Giammaria della Porta, deliberarono di annullare la
Festa dei Ceri
del 1916, e lasciarono capire che anche le feste degli anni seguenti sarebbero state sospese finché
"gli animi di tutti siano ritornati gioiosi e felici".
Fu così che
la Festa dei Ceri, a Gubbio, non si fece
per tre anni (1916-1917-1918).
Ma
possiamo giustamente ritenere che la
Festa del 1917
sia stata regolarmente effettuata!!!
Infatti, i soldati eugubini del 51° reggimento, visto che la Festa dei Ceri non poteva essere fatta a Gubbio, decisero di farla lassù, alle
pendici del Col di Lana, appena qualche centinaia di metri dietro la prima linea del fronte.
La situazione al fronte

Le grandi e sanguinose azioni di guerra in questo settore si erano svolte soprattutto nei primi due anni di guerra (1915 e 1916), pertanto nel 1917 il fronte era abbastanza
calmo: gli italiani avevano conquistato la cima del Col di Lana costringendo gli austriaci ad arretrare qualche decina di metri, sul Monte
Sief: pochi metri, ma sufficienti per
rendere relativamente tranquilla la vallata sottostante verso
Pieve di
Livinallongo e
Pian di Salesei.
La Festa dei Ceri del 1917

Qui i nostri soldati decisero di fare la Festa dei Ceri.
La cosa fu decisa con diversi mesi di anticipo. I soldati eugubini
ebbero l'aiuto del Capitano Rinaldo Chelli (autore delle tre foto giunte a noi) e dell'alto
comando militare, pertanto fu possibile costruire appositamente
tre Ceri con relative barelle e statue dei Santi.
Quei nostri concittadini riuscirono davvero a coinvolgere tutti:
la Festa dei Ceri, in quel luogo di sangue, divenne la festa e l'esaltazione della vita!
Qualche nome di quei eroi "ceraioli":
Filadelfio Agostinucci
(1°
Capitano dei Ceri), Salvatore Albini, Angelo Camponovo, Alessandro Farneti, Ettore Ferranti, Basilio Grasselli, Guido Maranghi, Raffaele Mazzacrelli, Giulio Menichetti, Giovanni Panfili, Settimio Rosati, David Tasso, Adolfo Vispi e tutti gli altri eugubini che formavano il 51° fanteria.
Quel 15 maggio 1917 fu un giorno piovoso, ma il programma della festa,
perfettamente identico a quello solito, si svolse regolarmente con la S. Messa alle 9.00,
l'Alzata
dei Ceri alle 12.00 e la Corsa alle 17.00. Fu allora che, come scrive Gerardo Dottori:
"...un Cappellano benedisse Ceri e Ceraioli: i quali in grigio-verde, con un fazzoletto rosso al
collo e al canto della famosa marcia dei ceraioli, issarono le tre grandi "macchine" e si
slanciarono su per l'erta mulattiera del Col di Lana che conduce a Salesei ...tutti si
slanciarono all'inseguimento dei "matti di Gubbio" ...e ognuno voleva raggiungere uno dei Ceri per poter dare
il cambio, la "spallata" ai portatori e tutti erano pervasi da una
commozione profonda che provocava le lacrime, ...da un entusiasmo travolgente
per cui tutti correvano su per la faticosa via a zig-zag che in venti minuti fu superata e il
Cero del Santo protettore di Gubbio, S. Ubaldo, toccò la piccola spianata della baracca blindata dove risiedeva il comando del 51°
fanteria. Fu un vero assalto - incruento - al Col di Lana, al quale però
nessuno ostacolo, anche cruento, avrebbe potuto resistere tanto fu l'entusiasmo
che si propagò rapidamente a tutti i convenuti."
Il rito fu compiuto, la tradizione rispettata! Certo non fu come arrivare alla
Basilica di S. Ubaldo, in cima
al monte Ingino, per depositare i Ceri dinanzi il sacro corpo del Protettore,
ma c'è da giurare che ognuno di quei grandi idealmente vi giunse con tutto il proprio
cuore!
Le vicende successive
Passò quel maggio e pochi mesi dopo, il 24 ottobre 1917, la storia scrisse la ritirata di
Caporetto: l'esercito italiano dovette abbandonare, in grande fretta, le posizioni conquistate e ritirarsi sulla linea Monte Grappa - Montello - Piave.
Naturalmente dei Ceri del 1917 si perse ogni traccia, ma poco
importa! Avevano ottimamente svolto il loro compito!
Oggi a Pian di Salesei esiste un sacrario militare dove riposano 4700 soldati ignoti, 685 soldati noti italiani e 19 austriaci.

BIBLIOGRAFIA
BARBI A.
La Festa dei Ceri e la Grande Guerra - "Edizioni Ceraiole" direzione A. Barbi
- Gubbio 1999
CECE F. SANNIPOLI E.A.
Il Viale della Rimembranza di Gubbio - Rotary Club Gubbio - 2003
DOTTORI G.
Ceri in grigioverde - "Centro Italia", III, n° 20, - 17/23 maggio 1954
IL
DOVERE
La Festa dei Ceri al fronte - "Il Dovere" - Città di Castello 8
luglio 1917
L'INGINO
Gran vuoto e tristezza - "L'Ingino", X, n°8, - Gubbio 15 maggio 1917
L'INGINO
Gli organizzatori della festa dei Ceri sul Col di Lana - "L'Ingino",
X, n°11, - Gubbio 24 giugno 1917
L'INGINO
I Ceri al fronte - "L'Ingino", X, n°12, - Gubbio 8 luglio 1917
MALAPARTE C.
Umbria Matta - "Corriere della Sera" - 3 luglio 1938
VIAZZI L.
Col di Lana monte di fuoco - Milano 1998