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   UNA FESTA PER I CERI DEL 1917 - IL NOVANTESIMO

 Fotografie della celebrazione 2007

Eugubini alle armi  Quella famosa Festa i Ceraioli del 1917  il Programma della Festa dei Ceri 1917

  Le Celebrazioni sul Col di Lana  La Proposta  
Il Programma della celebrazione 2007

1917 - 2007 Celebrazione del Novantesimo della Festa dei Ceri 1917 sul Col di Lana

Il 15 maggio 1917, alle pendici del Col di Lana, sulle Dolomiti, in piena Prima Guerra Mondiale, si svolse un’edizione memorabile quanto eccezionale della Festa dei Ceri.
   Quell’edizione 1917 a pieno diritto può essere inscritta nell’albo d’oro dei Ceri giacché in quell’anno, a Gubbio, la festa non fu fatta.
   Di questa festa sulle Dolomiti già da qualche anno si è rinverdito il ricordo grazie agli studi e alle pubblicazioni di nostri storici e studiosi come Adolfo Barbi, Fabrizio Cece ed Ettore Sannipoli.

Eugubini alle Armi


Successe che al momento della chiamata alle armi tanti giovani eugubini furono assegnati alla Brigata "Alpi" (erede del Corpo dei volontari di Garibaldi: i "Cacciatori delle Alpi") formata anche dal 51° reggimento Fanteria, di stanza a Perugia.
   L'appartenere alla stessa brigata fu il motivo per cui, in tanti, si trovarono insieme a combattere sul Col di Lana che, con i suoi ottomila morti, da allora venne anche chiamato “Col di Sangue”.

   Era un periodo molto triste anche per i familiari rimasti a Gubbio, pur tuttavia il desiderio di rendere omaggio con i Ceri a S. Ubaldo era ancora più sentito!
   Ma un decreto del governo italiano, all'inizio della guerra, aveva vietato le riunioni pubbliche, le processioni civili e religiose. Pertanto la Giunta e il Sindaco di Gubbio (Conte Giammaria della Porta) deliberarono di annullare la Festa dei Ceri del 1916, e lasciarono chiaramente capire che anche le feste degli anni seguenti sarebbero state sospese finché "gli animi di tutti siano ritornati gioiosi e felici".
   Fu così che la Festa dei Ceri, a Gubbio, non si fece per tre anni (1916-1917-1918).
   Ma
possiamo giustamente ritenere che la Festa del 1917 sia stata regolarmente effettuata!!

 

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Quella Festa famosa del 1917


    Infatti, i soldati eugubini del 51° reggimento, visto che la Festa dei Ceri non poteva essere fatta a Gubbio, decisero di farla lassù, appena qualche centinaia di metri dietro la prima linea del fronte del Col di Lana.
   Le grandi e sanguinose azioni di guerra in questo settore si erano svolte soprattutto nei primi due anni di guerra (1915 e 1916), pertanto nel 1917 il fronte era abbastanza calmo: gli italiani avevano conquistato la cima del Col di Lana costringendo gli austriaci ad arretrare qualche decina di metri, sul Monte Sief: pochi metri, ma sufficienti per rendere relativamente tranquilla la vallata sottostante verso Pieve di Livinallongo e Pian di Salesei.

   Qui i nostri soldati decisero di fare la Festa dei Ceri.
   La cosa fu decisa con diversi mesi di anticipo. I soldati eugubini ebbero l'aiuto dell'alto comando militare e del capitano Rinaldo Chelli (autore delle tre foto giunte a noi, consegnateci da Dante Agostinucci, figlio del Capitano dei Ceri 1917) e pertanto fu possibile costruire appositamente tre Ceri con relative barelle e statue dei Santi.
 

I Ceraioli del 1917


    Quei nostri concittadini riuscirono davvero a coinvolgere tutti: la Festa dei Ceri, in quel luogo di sangue, divenne la festa e l'esaltazione della vita!
   Qualche nome di quei eroi "ceraioli": Filadelfo Agostinucci (1° Capitano dei Ceri), Salvatore Albini, Angelo Camponovo, Alessandro Farneti, Ettore Ferranti, Basilio Grasselli, Guido Maranghi, Raffaele Mazzacrelli, Giulio Menichetti, Giovanni Panfili, Settimio Rosati (l’unico del gruppo che morirà in guerra, l’anno seguente), David Tasso, Adolfo Vispi e intorno a loro tutti gli altri eugubini che formavano il 51° fanteria.

 

Il Programma della Festa al fronte


    Quel 15 maggio 1917 fu un giorno piovoso, ma il programma della festa, perfettamente identico a quello solito, si svolse regolarmente con la S. Messa alle 9.00, l'Alzata dei Ceri alle 12.00 e la Corsa alle 17.00. Fu allora che, come scrive Gerardo Dottori, testimone oculare dei fatti: “...un Cappellano benedisse Ceri e Ceraioli: i quali in grigio-verde, con un fazzoletto rosso al collo e al canto della famosa marcia dei ceraioli, issarono le tre grandi "macchine" e si slanciarono su per l'erta mulattiera del Col di Lana che conduce a Salesei ...tutti si slanciarono all'inseguimento dei "matti di Gubbio" ...e ognuno voleva raggiungere uno dei Ceri per poter dare il cambio, la "spallata" ai portatori e tutti erano pervasi da una commozione profonda che provocava le lacrime, ...da un entusiasmo travolgente per cui tutti correvano su per la faticosa via a zig-zag che in venti minuti fu superata e il Cero del Santo protettore di Gubbio, S. Ubaldo, toccò la piccola spianata della baracca blindata dove risiedeva il comando del 51° fanteria. Fu un vero assalto - incruento - al Col di Lana, al quale però nessuno ostacolo, anche cruento, avrebbe potuto resistere tanto fu l'entusiasmo che si propagò rapidamente a tutti i convenuti.”
   l rito fu compiuto, la tradizione rispettata! Certo non fu come arrivare alla Basilica di S. Ubaldo e depositare i Ceri dinanzi il sacro corpo del Protettore, ma c'è da giurare che ognuno di quei grandi idealmente vi giunse con tutto il proprio cuore!
   Passò quel maggio e pochi mesi dopo, il 24 ottobre 1917, la storia scrisse la ritirata di Caporetto: l'esercito italiano dovette abbandonare, in grande fretta, le posizioni conquistate e ritirarsi sulla linea Monte Grappa - Montello – Piave.
   Naturalmente dei Ceri del 1917 si perse ogni traccia, ma poco importa! Avevano ottimamente svolto il loro compito!
   Oggi a Pian di Salesei, nel luogo dove furono alzati i Ceri esiste un sacrario militare dove riposano 4700 soldati “ignoti” e soltanto 685 soldati “noti” italiani e 19 austriaci.

                                                    

Le Celebrazioni odierne


    E' normale che la storia ripensi e celebri se stessa ed in quest’ottica è già iniziata la celebrazione della Prima Guerra Mondiale. In tutto il prossimo decennio tanti saranno i fatti relativi alla grande guerra che verranno riproposti alla nostra memoria e conoscenza.

   Già nel 2006 è stato celebrato il “novantesimo” dello scoppio della “mina del Col di Lana”. In vetta, a 2.465 m, nel grande cratere scavato dalla mina che ha provocato centinaia di morti, è stata concelebrata, nel mese di agosto, una S. Messa dall’Arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, dall’arcivescovo francese di Digione, Mons Roland Minnerath e da altri sei sacerdoti, presenti autorità civili e militari e tanta gente salita fin lassù a piedi di buon mattino. Significativo, poi, l’intervento di un picchetto armato del 7° Reggimento Alpini, guidato dal tenente colonnello Fregona, e della rappresentanza austriaca del Jägerbattaillon 24°, della caserma “Haspinger” di Lienz, comandata dal colonnello Höss. In questi tempi in cui il vento di guerra soffia forte in tante parti del mondo, questo è stato un segnale chiaro e forte in favore della pace

 

La Proposta della nostra Associazione "Eugubini nel Mondo"


    Proponiamo che nel 2007, in concomitanza della festa sul Col di Lana, anche a Pian dei Salesei (Comune di Livinallongo) che fu teatro di quella eccezionale edizione della Festa dei Ceri nel 1917, si tenga un’altrettanto semplice e sentita celebrazione del “novantesimo”.

   La nostra Associazione che già nel 2000 ha realizzato una gita-pellegrinaggio di cinquanta eugubini in quei luoghi, ha già avuto contatti con le istituzioni: a Gubbio, con il sindaco Goracci, con l’assessore alla cultura Renzo Menichetti, con l'Assessore all'istruzione Aldo Cacciamani e con il Vescovo Mons. Mario Ceccobelli; a Livinallongo con il Sindaco Gianni Pezzei, con l’assessore alla cultura Teresa Pezzei e con il presidente della associazione nazione Alpini –gruppo “Col di Lana” - Valerio Nagler. Tutti si sono mostrati estremamente sensibili ed interessati a ricordare e celebrare l’evento nel corso dell'anno 2007.
   C'é da aggiungere che sulle Dolomiti il fatto dei Ceri nel 1917 non era conosciuto ed anche illustri studiosi locali, come Luciana Palla, non avevano memoria dell’evento. Insomma è stato per tutti una sorpresa assoluta ed abbiamo anche rilevato una chiara soddisfazione nel venire a conoscenza che “la festa più bella del mondo” abbia avuto quei luoghi come palcoscenico, seppure in tempi duri e sofferti di guerra e di distruzione.
   Per favorire la conoscenza dell’avvenimento anche a Livinallongo, l’Associazione ha inviato copia dei documenti storici con i quali è stato realizzata una mostra all’interno dello stand allestito in occasione della festa del Col di Lana del 2006. Tra l’altro, il fatto è ampiamente trattato nella rubrica “curiosità” del
sito internet dell’Associazione www.eugubininelmondo.com  

Ci auguriamo di poter raccogliere intorno a questa iniziativa l’appoggio e la collaborazione di tutte le componenti civili e religiose della città in ricordo del fatto e degli uomini che lo realizzarono 90 anni fa.

 

Il Programma della Celebrazione del 4 agosto 2007


   La proposta, oltre alla condivisione da parte dell'Amministrazione Comunale e della Curia Vescovile, ha riscosso l'appoggio dell'Associazione Maggio Eugubino, dell'Università dei Muratori, delle tre Famiglie Ceraiole, della Compagnia dei Campanari, della Banda Musicale, della Società dei Balestrieri, del Gruppo Sbandieratori e  di tanti privati cittadini
    La celebrazione si è svolta secondo il preannunciato PROGRAMMA.

Celebrazione del "Novantesimo" della Festa dei Ceri sul Col di Lana


   Così sabato 4 agosto 2007 siamo saliti, tutti insieme, lassù.
E' stata un'occasione importante per rendere omaggio a tutti coloro che in quei luoghi hanno dato continuità alla "Festa più bella del mondo" nonostante i tempi duri e sofferti di guerra e distruzione.

 

   E' stata una giornata commovente, vissu
ta presso il Sacrario di Pian di Salisei (comune di Livinallongo) sul Col di Lana, per ricordare i soldati eugubini che, in piena guerra mondiale, fecero lassù la Festa dei Ceri il 15 maggio 1917.
   Tanti gli eugubini che hanno voluto essere presenti, tutti con un fazzoletto rosso al collo, in ricordo di 90 anni fa. Più di 500 persone sono giunte con gli autobus ed altri mezzi.
   Presente il
sindaco Orfeo Goracci con alcuni componenti della Giunta e del Consiglio Comunale,
affiancato dall'amministrazione di Livinallongo, con il sindaco Prof. Gianni Pezzei e l'assessore alla Cultura Prof/ssa Teresa Pezzei. Presenti ovviamente al gran completo i soci della nostra associazione "Eugubini nel mondo", il vescovo Ceccobelli e il vescovo emerito Bottaccioli, padre Pietro Mechelli rettore della Basilica di Sant’Ubaldo, rappresentanti del Maggio Eugubino, dell’Università dei Muratori, delle Famiglie Ceraiole, della Società Balestrieri, del Gruppo Sbandieratori e moltissimi privati cittadini.
   A loro si sono uniti tanti altri eugubini che vivono nel Nord Italia e che non hanno perso l’occasione per sentirsi un po’ come a casa.
  
La cerimonia ha visto la deposizione di una corona di fiori in omaggio ai defunti, quindi la presentazione delle autorità da parte del Capogruppo del gruppo Alpini Col di Lana, Valerio Nagler, poi a seguire l'introduzione del nostro Presidente e  il saluto dei Sindaci delle due città.
    Subito dopo la S. Messa
in suffragio ai caduti concelebrata dal Vescovo Mario Ceccobelli, dal vescovo emerito Pietro Bottaccioli, da Padre Pietro Mechelli, don Mirko Orsini e don Menotti Staffici, oltre ai parroci di Livinallongo ed Arabba.
   Al termine la breve "spallata" dei piccoli ceraioli in divisa, con i Ceri Piccoli,
per rappresentare simbolicamente la continuità con i loro bisnonni che in quel luogo “alzarono” i Ceri 90 anni fa! E' stato un momento toccante che ha commosso anche i tanti cittadini del luogo presenti: "E' stata una giornata di grandi significati - ha affermato il Vescovo Ceccobelli - che ha visto trionfare ancora una volta la grande fede degli eugubini per S. Ubaldo, espressa attraverso l'omaggio dei Ceri".
   “Una giornata magnifica - questo il commento del Presidente della nostra Ass. Eugubini nel Mondo che aveva lanciato lo scorso anno la proposta di questa celebrazione - Siamo entusiasti. La giornata è stata accompagnata da uno splendido sole e tutto si è svolto perfettamente. È stato rievocato l’avvenimento di 90 anni fa, un momento molto toccante e commovente, con la messa celebrata in suffragio dei caduti da monsignor Ceccobelli e monsignor Bottaccioli e la presenza dei Ceri Piccoli, con i giovani ceraioli, che hanno portato anche in questi luoghi il brio e la vitalità della nostra festa. I Ceri sono passati accanto alle tombe all’interno del sacrario e poi hanno omaggiato i caduti che riposano nella fossa comune dove sono sepolte 4.700 persone, con tre giri intorno alla stessa. Molti eugubini in ferie, con gite organizzate, hanno scelto di raggiungere la manifestazione. È stato bellissimo. Abbiamo ricevuto una accoglienza speciale dagli abitanti del luogo e dagli Alpini che si sono davvero prodigati per noi. C’è stato un grosso interesse da parte di televisioni e giornali locali. I nostri vescovi sono stati intervistati a lungo e hanno raccontato di Gubbio e delle nostre tradizioni. Il sindaco Goracci ha colto l’occasione per ricordare i progressi fatti per il riconoscimento della Festa dei Ceri come bene immateriale dell’Unesco e ha invitato i rappresentanti del comune di Livinallongo a prendere parte alla Festa il prossimo 15 maggio. Lo stesso sindaco di Livinallongo Gianni Pezzei entusiasta dell’iniziativa ha lanciato la proposta di un gemellaggio tra le due città”.
Il Sindaco, Orfeo Goracci, ha precisato in una nota:
« Il 4 agosto è stata una giornata unica e indimenticabile per le centinaia di eugubini presenti alla cerimonia per commemorare il 90° anno della Festa dei Ceri durante la prima guerra mondiale in Trentino  al  Col di Lana.  Quello che hanno provato e “trasmesso” coloro che erano sotto il Col di Lana sicuramente ben rappresentava lo spirito ed il sentimento degli Eugubini e questa grande e corale partecipazione di tutte le età, una presenza popolare vera che ha profondamente colpito amministratori, alpini e residenti della bella zona dolomitica, che ci hanno riservato una accoglienza calorosa, con immensa disponibilità e cortesia. Colgo l’occasione per ribadire ancora una volta il più forte e sentito ringraziamento a chi ha consentito lo svolgimento di questo “evento”, a chi l’ha pensato, organizzato, costruito e, in particolare, il presidente dell’associazione “Eugubini nel mondo” Mauro Pierotti. L’iniziativa  è stata anche una ulteriore occasione di bella visibilità mediatica, in molti hanno parlato dell’evento ed in maniera molto positiva. Oltre alla piena ed adeguata “copertura” della Tv e degli organi di informazione locale, abbiamo visto servizi e letto articoli al Tg1 nazionale, al Tg3 del Veneto, al Tg3 dell’Umbria e quasi una pagina intera sul Corriere delle Alpi. » 

   Al termine è stato affisso nella piccola cappella de Sacrario un poster (sopra riprodotto) che ricorda questa celebrazione del "90° dei Ceri sul Col di Lana", gentilmente realizzato da Fotolibri - Corso Garibaldi - Gubbio.

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  Come da programma
domenica 5 agosto molti eugubini sono saliti a piedi in vetta al Col di Lana che è stato teatro di battaglie tanto sanguinose (8.000 morti) da meritarsi il triste appellativo di “Col di Sangue”. Qui dopo la commemorazione dei caduti della 1° Guerra Mondiale i presenti hanno assistito all'inaugurazione della nuova cappella che, seppure identica, ha sostituito quella posta nel 1935.
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   Della Celebrazione e dei momenti che l'hanno preceduta e seguita pubblichiamo un
ampia documentazione fotografica.

La vetta del Col di Lana (m. 2462) e sullo sfondo La Marmolada (m. 3342)