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   CRONACA  FEBBRAIO  2021
   
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10 febbraio 2021: Addio a Padre Igino Gagliardoni
febbraio 2021: Gubbio: Festival del Medioevo il Prossimo Settembre
10 febbraio 2021: Ci lascia un grande ceraiolo: Anselmo Barbetti
   
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10 febbraio 2021 Addio a Padre Igino Gagliardoni


    E’ scomparso il 10 febbraio 2021, ad Assisi. Avrebbe compiuto 94 anni il prossimo maggio, Padre Igino Gagliardoni, frate francescano. Era nato in Umbria, a Deruta, il 23 maggio 1927.
    Molto conosciuto a Gubbio in quanto fu Rettore della
Basilica di S. Ubaldo dal 1989 al 2002.
   Durante questi 13 anni Padre Igino ha animato molto la vita del Santuario di S. Ubaldo: spesso l'abbiamo incontrato mentre conduceva gite, pellegrinaggi e scolaresche in visita alla Basilica. A tutti questi gruppi, circa 700 all'anno, ha fatto conoscere S. Ubaldo, Gubbio e i Ceri.
   A nessuno è sfuggito con quanta passione e con quanti sforzi Padre Igino si è dedicato al restauro delle opere d'arte presenti, come le cinque grandi vetrate e le otto tele che ornano le pareti della Basilica.
   Molto interessante è stata anche la sua attività culturale che lo ha portato, con la collaborazione di Maria Vittoria Ambrogi e Giambaldo Belardi, a pubblicare ben quattro lavori su S. Ubaldo e
S.Francesco.
   Insieme al vescovo e ad un buon numero di eugubini ha dato vita al "Centro Studi Ubaldiani" dedicato a
Padre Emidio Selvaggi, con lo scopo di approfondire le conoscenze su S. Ubaldo nei vari momenti della sua vita.

   Nel dicembre '89 ha ripreso, dopo anni di assenza, la pubblicazione del periodico bimestrale "Santuario di S. Ubaldo" che dalle 5.000 copie iniziali è arrivato alle 12.000 del 2002. Esso diffonde in tutti i cinque continenti le notizie del Santuario, della città di Gubbio e dei principali avvenimenti della chiesa cattolica.
    Il 16 agosto 2009 il vescovo Mario Ceccobelli e il vescovo emerito Pietro Bottaccioli concelebrarono una Messa nella basilica di Sant’Ubaldo e in quella occasione ebbero a dire di Padre Igino: “Si è distinto anche per la cura particolare della Basilica con i numerosi restauri e per la sua sollecitudine nel contribuire all’organizzazione dei due centenari del Patrono celebrati in questi anni: ottavo centenario della canonizzazione e ottavo centenario della traslazione al monte Ingino, rispettivamente nel 1992 e nel 1994”.

9 maggio 2002 - Padre Igino con il Cero di S. Ubaldo destinato a Jessup, subito dopo la benedizione.

                                   

Febbraio 2021 Gubbio: Festival del Medioevo il Prossimo Settembre


    Sarà "Il tempo di Dante" il tema della settima edizione del Festival del Medioevo (Gubbio, 22-26 settembre 2021).
    Storia e letteratura, intrecciate, nel racconto di cruciali vicende dell'età medievale, dal Duecento fino alla prima metà del Trecento.
     Lezioni di storia gratuite e aperte a tutti
. Uno sguardo sul passato per provare a capire meglio le grandi questioni della società contemporanea. E per scoprire con occhi nuovi e senza pregiudizi un’epoca vilipesa e spesso liquidata in modo frettoloso attraverso stereotipi, frasi fatte e incredibili luoghi comuni.
    Protagonisti dell'evento, come ogni anno, saranno i maggiori storici italiani e europei, insieme a docenti di letteratura, scrittori, saggisti, storici dell'arte, filosofi, scienziati, architetti e giornalisti.
  
Un viaggio tra storia, arte e cultura, accompagnati dai versi e le opere in prosa di Dante, il grande poeta.
  Papato ed Impero, Guelfi e Ghibellini, Bianchi e Neri. Bonifacio VIII e Arrigo VII. Francesco d'Assisi e Domenico di Guzman. Federico II, Manfredi, Pier Damiani e Tommaso d'Aquino.
  La cronaca politica e la vita intellettuale, dal Dolce Stil novo alla rivoluzione di Giotto, fino alla "invenzione" del Purgatorio. Un mondo in trasformazione, segnato dalle storiche battaglie della seconda metà del XIII secolo: "lo strazio e ’l grande scempio che fece l’Arbia colorata in rosso" a Montaperti, la fine di Manfredi a Benevento, la disfatta di Corradino e il trionfo guelfo a Tagliacozzo, la feroce rivolta palermitana dei Vespri, il declino di Pisa nelle acque della Meloria e l'egemonia di Firenze in Toscana dopo lo scontro nella pianura di Campaldino. L'esplosione demografica e l'afflusso di nuove idee. Il potere delle Arti. I "subiti guadagni" e l'inarrestabile ascesa di nuove classi sociali. La nobiltà del cuore e quella del sangue. La corruzione della Chiesa e il primo Giubileo. E poi l'Italia, "giardin de lo ‘mperio" ma anche "nave sanza nocchiere in gran tempesta", dilaniata da lotte intestine, odi di partito e guerre permanenti: Genova e Venezia; le grandi famiglie e i minuscoli poteri; le signorie della pianura padana, gli Stati della Chiesa e le monarchie feudali di Napoli e della Sicilia. Su tutto, le parole e i versi scolpiti di Dante, l'esule che nel suo girovagare sperimenta "come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale". E gli immortali personaggi della Commedia, da Beatrice, donna reale e guida del poeta nei nove cieli del Paradiso al "dolcissimo patre" Virgilio fino ad Ulisse, che con Dante ci ricorda ogni giorno la sfida della condizione umana: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza".
   Altri importanti appuntamenti arricchiscono i cinque giorni del Festival del Medioevo: la Fiera del libro medievale con tutto quello che c’è da leggere sul Medioevo, il focus sui Medievalismi che descrive la ricezione, l’utilizzo e la rappresentazione postmedievale dell’Età di Mezzo, tra film, saghe televisive, letterature, musiche, fumetti e videogiochi; Miniatori dal mondo dedicato a miniaturisti e calligrafi e La scuola dei rievocatori, appuntamento pensato per valorizzare, attraverso l’analisi e la ricostruzione delle fonti storiche, l’appassionato lavoro di centinaia di associazioni e di migliaia di rievocatori che in ogni regione d’Italia fanno rivivere la storia e le tradizioni popolari dei loro territori.
   Il Festival del Medioevo offre anche mostre, eventi teatrali, recital, concerti di musica medievale, lezioni-spettacolo, laboratori di danza e visite guidate alla scoperta dell’Umbria medievale insieme a spazi particolari dedicati alla rievocazione storica, all’artigianato e agli antichi mestieri.

   L'edizione 2021 del Festival del Medioevo si arricchisce di un nuovo prestigioso patrocinio: quello della Società Dante Alighieri.
 

27 febbraio 2021 Ci lascia un grande ceraiolo: Anselmo Barbetti


    Ci lascia prematuramente, all'età di 65 anni, un grande Ceraiolo: Anselmo Barbetti, Capodieci del Cero di S. Ubaldo nel 1993.
    Figlio di un famoso Capodieci (l'indimenticabile Fabio), Anselmo aveva ereditato dal padre la grande passione ceraiola.

   Per oltre 20 anni ha fatto la punta davanti della muta da "Meli a Ferranti", quella muta che è stata di suo zio Angelo, del cugino Alfredo, del fratello Stefano.

   Era Anselmo Barbetti quel ceraiolo di S. Ubaldo che, con coraggio e sfrontatezza, anche senza una scarpa, un anno, aveva fatto il suo pezzo, la sua corsa.

   Lo ricordiamo anche nelle "Birate" della sera, come "sterzarolo" abile e scaltro, sempre pronto, con il suo coraggio a difendere il Cero.

   L’Associazione Eugubini nel Mondo porge le più sentite condoglianze ai tutti i suoi familiari e amici.

1993- Anselmo con a fianco il Capodieci di S. Giorgio (Valerio Ciammarughi) e di S. Antonio (Tonino Cipiciani) al momento dell'investitura ufficiale e dell'alzata

Anselmo e il Capodieci di S. Giorgio (Valerio Ciammarughi) e di S. Antonio (Tonino Cipiciani) con il cappellano dei Ceri (Don Giuliano Salciarini), i Capitani (Novello Fratini e Giuseppe Tosti).
Il Cappellano di S. Giorgio (Don Giuseppe Borio) e il Cappellano di S. Antonio (Don Benito Catteneo).

1993 Pranzo dei Santubaldari:  Anselmo e il Presidente della Famiglia Ubaldo Orlandi
1993 Pranzo dei Santubaldari: Anselmo in questa foto con il grande ceraiolo Vittorio Baldelli (Capodieci di S. Ubaldo del 1964)
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