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   CRONACA GENNAIO 2021
   
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01 gennaio 2021: Buon Anno a TUTTI
06 gennaio 2021: La "Befana del Pompiere" a Gubbio
07 gennaio 2021: Festa della Bandiera italiana
11 gennaio 2021: Vittorio Cacciamani non è più tra noi
14 gennaio 2021: Addio al Prof. Adolfo Barbi
17 gennaio 2021: Festa di S. Antonio Abate
24 gennaio 2021: 24 gennaio 1472 - Nasce a Gubbio GUIDUBALDO 1° da Montefeltro
27 gennaio 2021: "Giorno della Memoria" - "Giorno del Ricordo"

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1 Gennaio 2021 Buon Anno !!!!


http://www.eugubininelmondo.com/News/video/Auguri_2021.mp4

 

6 Gennaio 2021- La "Befana del Pompiere" a Gubbio


   Quest'anno in piazza Grande,  non si è svolto il tradizionale appuntamento con la “Befana del Pompiere” organizzato dai Vigili del Fuoco - Distaccamento di Gubbio
   Infatti a casusa dell'emergenza sanitaria da covid-19 è stata annullata la manifestazione 2021, che sarebbe stata la 26° edizione.

 

 

 

 

 

 


  

                                     

07 gennaio - Festa della Bandiera italiana


   il 7 gennaio di ogni anno si celebra la Festa del Tricolore, istituita per celebrare la Giornata Nazionale della Bandiera dell'Italia.
 
    La giornata venne istituita dalla legge n. 671 del 31 dicembre 1996, intendendo celebrare il bicentenario della nascita a Reggio Emilia del tricolore italiano, che avvenne ufficialmente il 7 gennaio 1797. A Reggio Emilia esite il Museo del Tricolore.
   Infatti la storia del nostro "tricolore" ha il suo inizio con le repubbliche giacobine in Italia e si ricollega a quella data del 7 gennaio 1797 quando diviene la bandiera della Repubblica Cispadana (1797 - 1802), restando tale anche quando questa repubblica si trasforma in
Repubblica Italica (1802-1805) prima e in Regno Italico (1805-1814) dopo.

 

 

 


 

 

   Nel 1831 Giuseppe Mazzini, fondatore della "Giovane Italia"  stabilisce che la Bandiera della futura Italia Unita deve essere il Tricolore.

 

 

 

   Nel 1848, anno della prima guerra di indipendenza, il tricolore sostituisce lo stendardo azzurro del Regno di Sardegna, aggiungendo al centro lo scudo sabaudo, infatti Re Carlo Alberto, dichiarando guerra all'Austria, ordina alle truppe di inalberare il tricolore con lo scudo di Casa Savoia.


 

 

   Con la nascita del Regno di Italia, il 17 marzo 1961, il tricolore, viene adottato come bandiera nazionale, ma si aggiunge la corona e ai tre colori si mantiene l'azzurro, colore distintivo della famiglia Savoia, inserito nella bandiera del Regno d'Italia sul contorno dello stemma per evitare che la croce e il campo dello scudo si confondessero con il bianco e il rosso delle bande del vessillo; da allora è uno dei colori di riferimento e riconoscimento dell'Italia, ad esempio per le maglie sportive nazionali.

    Tale scelta, verrà confermata anche nel 1946, con l'eliminazione dello stemma sabaudo, a seguito del risultato del Referendum costituzionale che sancisce la nascita della Repubblica Italiana.
  La descrizione della bandiera nazionale è stata riportata nell' articolo 12 della nostra Costituzione
"La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni" per evitare che una qualsiasi maggioranza politica abbia la possibilità, attraverso una legge ordinaria, di alterare la bandiera, inserendo simboli che si richiamano ad una qualsiasi ideologia.

   Come la somiglianza lascia intendere, il tricolore italiano deriva da quello francese, il quale nasce durante la Rivoluzione Francese dall'unione del bianco - colore della monarchia - con il rosso e il blu - colori di Parigi.
   Per quanto riguarda la nostra, il bianco e il rosso venivano dallo stemma comunale di Milano (come il blu e il rosso della bandiera francese erano i colori simbolo di Parigi), mentre il verde era il colore della guardia civica milanese.

11 gennaio 2021 - Vittorio Cacciamani non è più tra noi


    Grande commozione a Gubbio per la scomparsa di Vittorio Cacciamani, deceduto improvvisamente all’età di 58 anni. Vittorio era un eugubino e un ceraiolo vero e appassionato, grande amico della nostra Associazione, uomo schietto, leale dotato di estrema bontà e umiltà.
    Grande appassionato della Festa dei Ceri, ceraiolo di S. Giorgio e legatissimo alla sua Città.
   Ha creato e gestito insieme alla moglie Patrizia un'importante azienda artigiana (Gipsea) che ha conquistato in breve tempo una pregevole notorietà e fama grazie a prodotti di altissima qualità.
    Vittorio lascia la moglie Patrizia, la figlia Caterina e il figlio Alberto, i fratelli Marcello e Marco. A tutta la sua famiglia vanno le più sentite condoglianze dei componenti la nostra Associazione "Eugubini nel Mondo".

Thann 2009 -  Foto ricordo di Patrizia e Vittorio in occasione della consegna al sindaco della città francese, gemellata con Gubbio, Jean-Pierre Baeumler, di un artistico pannello donato dall'Associzione Eugubini nel Mondo e raffigurante un caratteristico scorcio panoramico di Gubbio, magistralmente realizzato dalla loro azienda "Gipsea".

14 gennaio 2021 - Addio al Prof. Adolfo Barbi


  Se n’è andato, all’età di 86 anni, il professor Adolfo Barbi.
    
Ceraiolo santantoniaro, storico e appassionato dei valori più autentici della cultura eugubina. Per lunghi anni docente al Liceo Classico "Giuseppe Mazzatinti" di Gubbio. Ceraiolo d'altri tempi con la sua immancabile presenza nel proporre iniziative culturali legate alla Festa dei Ceri. Ricercatore storico e scrittore ha lasciato alla comunità la collana di libri legati alla storia dei Ceri che erano puntualmente allegati con una sua creatura editoriale, quel Via Ch'Eccoli creato proprio all'interno della Famiglia dei Santantoniari.

    Il sindaco Filippo Mario Stirati lo ha così ricordato: 
“Il professor Barbi è stato il mio insegnante di Scienze al Liceo e, oltre a ricordarlo con grande affetto personale, mi preme sottolineare come sia stato una figura di riferimento per tutta la città, grazie anche ai suoi pregevolissimi lavori di ricerca e di ricostruzione storica della Festa dei Ceri. Le sue pubblicazioni sulla Festa ci hanno lasciato un autentico patrimonio di cultura e storia locale”. Legatissimo alla città di Gubbio e alle sue tradizioni, il professor Barbi, prosegue il sindaco, “ci lascia anche importanti ricerche, fatte a Forlì, sulla figura di Giuseppe Mazzatinti, filologo, bibliografo e bibliotecario eugubino che diede il nome al nostro Liceo. Barbi era un uomo brillante, poliedrico, amante della scoperta, curioso, pieno di molteplici interessi, e in tutto ciò che faceva metteva grande passione, attenzione, intensità: un altro grande eugubino che se ne va, e che andando via lascia un grande vuoto nel panorama culturale cittadino”..
   
   Il Prof. Barbi era
nato a Gubbio il l° luglio 1934, vide a 10 anni il passaggio del fronte durante la seconda Guerra Mondiale. Nel 1953 ha conseguito il diploma liceale presso il Liceo Classico parificato di Gubbio, gestito dalle monache domenicane, quindi si è laureato in "Scienze Agrarie" presso l'Università degli Studi di Perugia.
    Ha Iniziato subito dopo la laurea la strada dell'
insegnamento: nella scuola media di Scheggia (dove ha insegnato 3 anni), quindi nell'Istituto tecnico agrario di Fabriano (4 anni), e dal 1970 nel Liceo Classico di Gubbio "G. Mazzatinti", dove ha insegnato Scienze naturali fino al 1994, anno in cui è andato in pensione.
   
L'insegnamento è stato il fulcro della sua principale attività che ha svolto con grande passione, apportando novità nei programmi scolastici, come la emergente ecologia e i primi allarmi per le offese all'ambiente, l'antropologia, la cosmologia. E' stato il primo ad istituire le lezioni itineranti lungo la gola del Bottaccione (dal 1972) per insegnare dal vivo la stratigrafia e il limite cretaceo/cenozoico.


    Al di là della scuola,
si è interessato alla viticoltura (1967), alla difesa del territorio: nel 1980 ha istituito un comitato per la difesa del territorio per opporsi alla costruzione della diga sul fiume Chiascio.

    E’ stato consigliere della
Famiglia dei Santantoniari, del Maggio Eugubino, ispettore onorario del Beni culturali (1997-2003), vice presidente dell' “Istituto di Ricerche e Documentazione sugli Antichi Umbri - Irdau (1998).

     Al suo attivo un numero enorme di articoli e pubblicazioni.
    A partire dal 1981
ha diretto per un trentennio "Via ch'eccoli" e pubblicato la collana riguardante la Storia della Festa dei Ceri (dal 1160 al 1990), frutto di nuove ricerche d'archivio.

Alcuni numeri della collana riguardante la Storia della Festa dei Ceri (dal 1160 al 1995)

    Nel 1979 con don Angelo M. Fanucci ha pubblicato, sponsor la Famiglia dei Santantoniari, la Vita di S. Ubaldo scritta da Giordano di Città di Castello nel 1161, ritrovata nella Biblioteca di Bologna dal prestigioso studioso francese François Dolbeau.

Il prof. Barbi con prof. François Dolbeau in occasione della consegna allo studioso francese del
 
Premio Bandiera 2013

    Ma l'opera più impegnativa, per oltre 10 anni, è stato l'Atlante geografico del territori di Gubbio nel '700, presentato nel 1997, finanziato dalla Regione dell'Umbria. Un'opera fondamentale per localizzare qualsiasi fatto storico, economico, ecc.
   Nel
1994 ha fatto parte del Centro Studi Ubaldiani "Padre Emidio Selvaggi", la cui attività si è interrotta nel 2001. L'anno precedente il Centro ha pubblicato la Vita di S. Ubaldo in francese per essere donata agli amici di Thann.
    Nel
2008 il comitato tecnico scientifico del Centro Studi ha ripreso la sua attività, sotto la direzione di don Angelo M. Fanucci, con la pubblicazione dei Quaderni Ubaldiani iniziata nel 2010, di cui il prof. Barbi è redattore.
    Nel
2012 l’assegnazione, da parte Famiglia dei Santubaldari, del Premio CIVIS, PATER, AC PONTIFEX UBALDE
    Nel
2014 il Rotary Club Gubbio lo ha insignito del riconoscimento "Hanno onorato Gubbio", destinato a coloro che nelle propria vita e nella propria attività hanno dato un significativo contributo alla nostra Città, alla conoscenza della sua storia, cultura e tradizioni”.

17 gennaio 2021 - Festa di S. Antonio Abate


   La Famiglia dei Santantoniari, pur nel pieno rispetto delle normative vigenti conseguenti alla grave emergenza legata al Covid-19, organizza anche quest’anno i solenni festeggiamenti per il 17 gennaio, giorno dedicato a Sant’Antonio Abate.
  Però il programma i festeggiamenti sono  limitati ai soli momenti religiosi annullando tutte le forme aggregative degli anni passati.

24 gennaio - Nel 1472  Nasce a Gubbio GUIDUBALDO 1^ da Montefeltro


24 gennaio 1472: Nasce a Gubbio GUIDUBALDO 1^ da Montefeltro, duca di Urbino. - Unico figlio maschio di Federico da Montefeltro.

Ritratto di Guidobaldo da Montefeltro, terzo duca di Urbino, è un dipinto a olio su tavola (69x52 cm) attribuito a Raffaello databile al 1506 e conservato nella Galleria degli Uffizi di Firenze. Ritratto di Federico da Montefeltro col figlio Guidobaldo.
Dipinto, tempera su tavola, forse di Pedro Berruguete, databile al 1475 circa e oggi conservato nella Galleria nazionale delle Marche a Urbino.
Busto di Guidobaldo I da Montefeltro, collocato sopra il sarcofago che ne contiene la corpo Sarcofago di Guidobaldo I di Montefeltro nella Chiesa di San Bernardino di Urbino.
Nella stessa chiesa sono conservate anche le spoglie di sua moglie Elisabetta Gonzaga e
 di suo Padre
Federico.

27 Gennaio 2021 - (10 febbraio 2021): Giorno della Memoria - (il "Giorno del Ricordo")


   27 gennaio: “Giorno della Memoria”. E' stato istituito dal Parlamento Italiano, con Legge n.211 approvata il 20 luglio 2000.
Crediamo che esso debba essere associato al "Giorno del Ricordo" riguardante il dramma delle Foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, quantunque il giorno del loro ricordo sia stato fissato al 10 febbraio dalla legge 30 marzo 2004, n. 92
  
Che il il giorno della memoria sia "Memoria per Tutti".
 

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