L’Albero
resterà acceso fino al giorno successivo alla Festa dell'Epifania
(7 gennaio 2026).
Quest'anno,
2025, e'
stato scelto per accendere l'albero,
giunto al 45° anno consecutivo, il Comandante della
nave scuola Amerigo Vespucci, il Capitano di
vascello Nicasio Falica,
La Nave Amerigo Vespucci
è stata prescelta, come testimonial 2025, per celebrare i valori di pace e
perseveranza, collegando simbolicamente la maestosità dell'albero sul Monte
Ingino con l'eccellenza e la storia del veliero della Marina Militare Italiana.
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Il
presidente del
Comitato Albero di Natale più Grande del Mondo,
Simone Pierotti, nel presentare il testimonial dell’edizione 2025:
“Siamo orgogliosi di accogliere
come testimonial la Nave Scuola Amerigo Vespucci, simbolo di eccellenza italiana
e di valori condivisi: dedizione, spirito di squadra, disciplina e formazione.
Il suo motto, “Non chi comincia ma quel che persevera”, rappresenta
perfettamente lo spirito del nostro Comitato, che da quarantacinque anni, grazie
all’impegno gratuito di oltre 70 volontari, realizza un simbolo universale di
fraternità e speranza”.
Il presidente ha anche ricordato come “l’Albero continui a
investire in sostenibilità, grazie a impianti fotovoltaici e luci che permettono
di ridurre i consumi del 50%: un segnale concreto di responsabilità ambientale,
in linea con la missione educativa e valoriale dell’Amerigo Vespucci. Da oltre
quarant’anni, l’Albero di Gubbio illumina non solo il cielo della città, ma
anche lo spirito di una comunità unita da valori di identità, solidarietà e
amicizia. L’edizione 2025 raccoglie questa eredità, proiettandosi verso il
futuro con la stessa luce che, anno dopo anno, continua a scaldare i cuori di
tutti”.
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Il
Capitano di Vascello Nicasio Falica (ritratto nella foto insieme al Presidente degli
Alberaioli: Simone Pierotti, nello scambio di doni e nel momento
dell'accensione, tramite tablet),
“Che il calore e l’emozione
che sentiamo qui stasera - è stato l’augurio espresso dal capitano Falica
- possano accendere non solo il più grande Albero di Natale alle pendici del
monte Ingino, ma possano accendere un desiderio di pace e serenità che vada
nelle nostre case e anche oltre i confini della nostra amata Italia... I valori
che legano l’Albero di Gubbio e l’Amerigo Vespucci - ha aggiunto - sono
la fratellanza, l’appartenenza, lo spirito di amicizia, lo spirito di squadra,
il rispetto, la dedizione, la determinazione, lo spirito di sacrificio
entusiasmo e passione. Sono gli stessi valori che sposiamo nella Marina militare
e che incarniamo a borgo di nave Vespucci”.
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La cerimonia di accensione, come da tradizione, si è svolta
in Piazza 40 Martiri ed è stata preceduta dell’esibizione degli
Sbandieratori di
Gubbio, e dal Coro eugubino dei
Cantores Beati Ubaldi, diretto dal
maestro Renzo Menichetti, e dai bravissimi
dodici giovani talenti del teatro musicale italiano, coordinati da
Roberto Tomassoli, seguiti dal contributo scenico dell’Associazione
Pattinaggio Artistico “Luigi Minelli”, che ha proposto una raffinata
performance tra pattinaggio e danza, curata dal tecnico federale Davide
Naccari e dal coreografo Luca Magnoni.
La serata-evento è stata condotta da
Fabio Vagnarelli,
direttore artistico della manifestazione, affiancato da
Davide Calabrese
degli
Oblivion, e da Ubaldo Gini e Silvia Procacci.
A sostenere il filo narrativo alla serata, anche l’attore
Gabriele Foschi, che ha guidato il pubblico in un viaggio suggestivo tra i
“luoghi del Natale”, con collegamenti, racconti e interventi pensati per
accompagnare l’attesa dell’accensione.
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Il sindaco di Gubbio
Vittorio Fiorucci ha richiamato il significato francescano
dell’evento: «L’Albero è un omaggio al coraggio e al messaggio di
pace di San Francesco», ricordando anche l’ottocentenario della
morte del Santo.
Il Vescovo Luciano Paolucci Bedini ha ringraziato gli Alberaioli:
«L’Albero ci restituisce gioia, dal Monte Ingino qualcuno veglia
sempre su di noi».
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti ha
portato il saluto della Regione: «La Regione porta sul cuore il
simbolo dei Ceri e dell’Albero, segno di fraternità e pace». |
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Nel saluto istituzionale, il
sindaco Vittorio Fiorucci ha
tenuto a rimarcare come L’Albero sul Monte Ingino è stato definito
«la nostra montagna di luce, il nostro abbraccio luminoso all’umanità».
Il sindaco ha anche ricordato la Vespucci come «la nave
più bella del mondo, la nave simbolo dell’Italia che educa, che forma e che
rappresenta ciò che di meglio abbiamo quando riusciamo a dare il nostro meglio».
Con un passaggio carico di simbolismo ha unito l’albero
maestro della Vespucci con l’Albero di Natale di Gubbio. «Sono due alberi
diversi che pure parlano la stessa lingua: la lingua dell’orientamento, della
direzione e della perseveranza».
Anche il
Vescovo Luciano Paolucci Bedini ha
espresso un ringraziamento agli Alberaioli e l'augurio caloroso di Buon
Natale: “Un grande grazie agli Alberaioli. L’Albero ci restituisce gioia,
realizzato sul monte Ingino tanto caro agli eugubini per la Basilica dove sono
conservate le spoglie immortali del Patrono Ubaldo. Qualcuno veglia sempre su di
noi. Buon Natale a tutti“.
Presente anche la
Presidente della Regione, Stefania Proietti:
"Buonasera alla meravigliosa Gubbio. Una grande luce si è accesa. La
Regione porta sul cuore il simbolo dei Ceri e dell’Albero di Natale. Un segno di
fraternità e di pace"
Ai discorsi ha fatto seguito l’immancabile colonna sonora del
Campanone che
suona per la
festa della Immacolata Concezione, (la
Madonna e San Giovanni Battista con Sant'Ubaldo è Patrona di Gubbio).
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