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Il
5 agosto il Bollettino Ufficiale della Regione dell'Umbria ha
pubblicato la
legge regionale n° 16 del 29
luglio 2009:
«DISCIPLINA DELLE MANIFESTAZIONI STORICHE».
In dodici articoli, tale legge si propone di promuovere e
valorizzare le tante feste rievocative della storia e delle
tradizioni umbre.
Molte componenti eugubine si sono pronunciate
contro tale legge.
Anche la Famiglia dei Santantoniari esprime il proprio dissenso, con la
seguente nota, a firma del Presidente Alfredo Minelli:
Una
Legge : Uno schiaffo
“La Festa dei Ceri come realtà identitaria della
Regione dell’Umbria”. Si è sentito spesso affermare questo dai
rappresentanti istituzionali, locali e regionali. Purtroppo alle
semplici enunciazioni non sono seguiti fatti concreti.
La constatazione è amara ma inevitabile, soprattutto dopo aver
letto il testo della
nuova legge regionale sulla “Disciplina delle
manifestazioni storiche” che di fatto colloca sullo
stesso piano le manifestazioni – che storiche sono per davvero, come
la Festa dei Ceri – alle sagre, feste paesane o rievocazioni, frutto
di iniziative magari lodevoli, ma senza nessun retroterra
storico-culturale. Tanto che la legge stessa fissa ad appena 5 anni
il limite per definire “storica” una manifestazione.
Come Famiglia dei Santantoniari consideriamo inaccettabile questa
soluzione, la mancata attuazione di un duplice elenco di
rievocazioni storiche, come da noi proposto, e peggio ancora il modo
con cui è stato fatto passare questo disegno di legge, approvato in
piena estate – come si faceva un tempo per leggi indigeste, votate
magari approfittando delle distrazioni della cittadinanza. L’aspetto
meno edificante della vicenda è rappresentato poi dalla mancanza di
dialogo e recepimento da parte delle istituzioni regionali delle
sollecitazioni che la comunità eugubina aveva chiaramente avanzato
lo scorso anno, a giugno, in un circostanziato incontro con
l’Assessore Regionale Rometti, presente il sindaco Goracci, e i
Presidenti di Università Muratori e Famiglie Ceraiole e dell’Ass.
Maggio Eugubino.
Confinare la Festa dei Ceri nello stesso elenco di manifestazioni
che non hanno alcuna radice né carattere identitario lontanamente
paragonabile alla nostra festa è un segnale di scarsa considerazione
oltre che di scarsa conoscenza della storia e delle tradizioni
umbre.
Senza dimenticare il fatto che è stato del tutto dimenticata
l’esistenza di una
legge che fin dal 1992 istituiva proprio a
Gubbio un Istituto Regionale per il Folclore, che
proprio quell’incontro aveva avuto l’obiettivo di riproporre e
caldeggiare come riferimento anche per l’applicazione di questa
stessa legge.La delusione si accompagna purtroppo anche alla
consapevolezza che la comunità eugubina non sia stata
sufficientemente tutelata dalle istituzioni regionali e non abbia
trovato in seno ad esse interpreti capaci di affermare ciò che
sarebbe dovuto apparire ovvio.
Restiamo convinti, altresì, della necessità che in questi casi sia
auspicabile sempre la massima unità d’intenti da parte
dell’Amministrazione Comunale di Gubbio, dell’Università Muratori
all’ Ass. Maggio Eugubino e delle Famiglie Ceraiole, sia nelle
azioni da proporre (anche di protesta, se ritenuto opportuno) come
ad esempio il rifiuto da parte dell’Amm. Comunale del contributo
annualmente concesso dalla Regione in occasione della Festa dei Ceri
, perché Essa si è sempre svolta anche in tempi in cui esso non era
previsto ed erano magari tempi di effettiva povertà economica per la
Città ed i ceraioli. Va affermato un principio basilare, e crediamo
condiviso da tutti, almeno a Gubbio: la Festa dei Ceri non ha
bisogno di una legge che ne riconosca l’unicità e la forza
identitaria per il popolo eugubino e per la Regione che l’ha assunta
come simbolo fin dal 1973. Non è questa legge che può innalzare né
affossare presente e futuro della Festa dei Ceri, la cui
conservazione, nello spirito e nei valori, dipende solo ed
esclusivamente dagli eugubini e dai ceraioli, dalle individualità e
dalle istituzioni che operano nell’ambito della Festa dei Ceri.
Al tempo stesso non si può restare insensibili di fronte ad
iniziative legislative che la Regione pone in essere quasi ignorando
le peculiarità della Festa che a quella stessa Regione dà il proprio
simbolo. Per questo, come Famiglia dei Santantoniari, auspichiamo
una presa di posizione comune da parte delle istituzioni eugubine,
ceraiole e non, per attestare un disappunto forte e motivato che non
può essere soddisfatto da banali o generiche giustificazioni.
La storia della Festa dei Ceri, che è anche la storia della nostra
città, ci impone di far sentire forte la nostra voce.
Alfredo Minelli
Presidente Famiglia dei Santantoniari

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